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Corte costituzionale: Referendum Trivelle, conflitti di attribuzione

Data: 15 mar 2016

Il 9 marzo scorso la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promossi nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, del Parlamento e dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione, in relazione alle richieste referendarie inerenti alla pianificazione delle attività estrattive degli idrocarburi e alla prorogabilità dei titoli abilitativi a tali attività. Non è stata, infatti, espressa la volontà di sollevare detti conflitti da almeno cinque dei Consigli regionali che avevano richiesto il referendum prima delle modifiche legislative sopravvenute. Il Sole 24 ore del 10.3.2016: La Corte costituzionale respinge il ricorso delle Regioni che volevano “riesumare” due dei quesiti sulle trivelle già dichiarati inammissibili. Il 17 aprile prossimo, quindi, si voterà solo sulla durata delle autorizzazioni ai giacimenti già attivi. L’articolo La presentazione del fronte che al referendum del prossimo 17 aprile punta ad abrogare in modo assoluto la possibilità di estrarre idrocarburi entro le 12 miglia, anche per le piattaforme esistenti una volta scaduta la concessione, precede di due giorni il verdetto della Corte costituzionale che potrebbe decidere di riammettere altri due quesiti. Gli articoli de il manifesto e del Sole 24 Ore



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