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Corte costituzionale: Riforma costituzionale - Ricorso quesito ingannevole

Data: 06 dic 2016

Corte costituzionale - Ordinanza n. 256 del 28.11-28.11.2016: dichiara inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal CODACONS (Coordinamento delle associazioni e dei comitati di tutela dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) e dall’avv. Giuseppe Ursini, in proprio, nei confronti della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’interno, del Ministero della giustizia, e nei confronti degli onorevoli Roberto Occhiuto, Stefano Quaranta, Cristian Invernizzi, Ettore Rosato, Maurizio Enzo Lupi, Lorenzo Dellai, nella qualità di delegati ai sensi dell’art. 6 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo), e dei senatori Vito Claudio Crimi, Loredana De Petris, Gian Marco Centinaio, Luigi Enrico Zanda, Renato Schifani e Karl Zeller, nella qualità di delegati ai sensi dell’art. 6 della legge n. 352 del 1970 Codacons: “Di fronte alla decisione della Corte Costituzionale, che assieme alla Cassazione ha respinto i nostri ricorsi non perché errati, ma per difetto di legittimazione, ci appelliamo al “Comitato per il no”, affinché prosegua la nostra battaglia contro il quesito referendario ingannevole – dichiara il presidente Carlo Rienzi – Se infatti il Codacons è stato ritenuto dai giudici privo dei requisiti per contestare il quesito, lo stesso non si può dire del Comitato per il no, che finora è apparso stranamente poco attivo sul piano legale, ma che può e deve portare avanti la battaglia a garanzia di un quesito trasparente e corretto in favore degli elettori”.



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