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Corte di giustizia UE: appalti e capacità economica operatori

Data: 08 mar 2016

Conclusioni dell’Avvocato generale MELCHIOR WATHELET del 3.3.2016 (Causa C 46/15): L’articolo 48, paragrafo 2, lettera a), ii), secondo trattino, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, deve essere interpretato nel senso che, in assenza di recepimento nel diritto interno, esso può conferire ai privati diritti che gli stessi potrebbero far valere dinanzi alle amministrazioni aggiudicatrici nell’ambito di controversie instaurate dinanzi ai giudici nazionali, a condizione che l’amministrazione aggiudicatrice in questione risponda alla nozione di Stato ai sensi della giurisprudenza della Corte. L’articolo 48, paragrafo 2, lettera a), ii), secondo trattino, della direttiva 2004/18 non osta all’applicazione di regole, stabilite dall’amministrazione aggiudicatrice, che consentano all’operatore economico di dar prova delle proprie capacità tecniche mediante una dichiarazione firmata dallo stesso operatore economico, solo se quest’ultimo fornisce la prova dell’impossibilità e della seria difficoltà di ottenere un’attestazione da parte dell’acquirente privato. L’articolo 48, paragrafo 2, lettera a), ii), secondo trattino, della direttiva 2004/18 osta all’applicazione di regole, stabilite dall’amministrazione aggiudicatrice, le quali impongono, a pena di esclusione, che l’attestazione dell’acquirente privato contenga l’autentica di firma da parte di un notaio, avvocato o altro soggetto competente».



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