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Corte di giustizia Ue: concessioni demaniali

Data: 01 mar 2016

Conclusioni dell’avvocato generarle Maciej Szpunar del 25.2.2016: L’articolo 12, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale che proroga automaticamente la data di scadenza delle autorizzazioni relative allo sfruttamento del demanio pubblico marittimo e lacuale. Maciej Szpunar ha ritenuto fondati i dubbi espressi dai Tar che hanno sollevato una questione pregiudiziale alla Corte Ue sulla legge italiana che prevede la proroga automatica e generalizzata della durata delle concessioni sino al 31 dicembre 2020. Szpunar precisa che “le convenzioni di cui trattasi non costituiscono 'servizi' ai sensi delle norme dell'Unione in materia di appalti pubblici ma 'servizi' ai sensi della citata direttiva, secondo la quale, allorchè – come avviene nel caso in esame - il numero di autorizzazioni disponibili sia necessariamente limitato in ragione della rarità o comunque della limitatezza delle risorse naturali, tali autorizzazioni debbono essere concesse secondo una procedura di selezione imparziale e trasparente, per una durata limitata, e non possono essere oggetto di una proroga automatica”. Conferenza Regioni: Per l'assessore al demanio della regione Liguria, Marco Scajola, “le conclusioni a cui è giunto l'avvocato generale della Corte di Giustizia Ue, Maciej Szpunar, in merito alle concessioni per i balneari, sono molto gravi, lesive della storia dell'Italia e delle sue tradizioni. A questo punto auspichiamo una forte reazione del Governo che deve tutelare le oltre 30 mila imprese balneari”. “L'Unione Europea non conosce la storia e le tradizioni dell'Italia - dice Scajola - auspichiamo una forte reazione da parte del Governo, che fino ad oggi è stato assente, così come avvenuto in Spagna, per tutelare il lavoro degli operatori balneari che non possono essere trattati così. Se lo Stato italiano non dovesse intervenire e tutelare le sue aziende che da anni investono, la Liguria è pronta a muoversi autonomamente per difendere un patrimonio, anche economico che non può essere buttato via dai burocrati della UE”. L’assessore al Turismo-Cultura della regione Marche, Moreno Pieroni, dichiara che “Il parere negativo espresso dall’Avvocatura generale della Ue in merito alla proroga automatica delle concessioni demaniali riferita alla direttiva “Bolkestein” assume i contorni di un intervento “a gamba tesa” per penalizzare il nostro Paese e un sistema economico basato sul turismo, una delle voci più rilevanti per la crescita del nostro Paese”. “Talvolta occorre adoperare il buon senso – sottolinea Pieroni - al di là dei cavilli se questi possono creare un danno evidente a persone e cose e se si parla di libera concorrenza, allora dobbiamo parlare anche di parità di trattamento con altri Paesi dell’Unione. Questo parere negativo ci deve sollecitare ad un maggiore sforzo unitario da parte delle Regioni e del Governo perché dia una risposta ferma e decisa. E’ necessario un ancor maggiore impegno per dare una certezza dovuta a chi fonda il proprio sostentamento e delle famiglie sulle imprese turistiche della balneazione che, tra l’altro, danno anche occupazione e contribuiscono alla tutela delle spiagge. Da parte della Regione Marche e mia personale, massima disponibilità a sostenere le ragioni dei concessionari balneari e a studiare insieme le possibili soluzioni alternative nel caso che la Corte di Giustizia si pronunci a sfavore, anche sulla scorta di questo ultimo intervento” CNA: “Il punto centrale della questione è rappresentato dalla sentenza della Corte, attesa per la primavera o per l’autunno - ricorda Cristiano Tomei, Coordinatore nazionale CNA Balneatori - Le conclusioni dell’avvocato generale non sono vincolanti anche se generalmente sono riprese nella sentenza che sarà emessa dalla Corte". "Anche le motivazioni della sentenza costituiranno un aspetto significativo, necessario per assodare i quesiti pregiudiziali posti al vaglio della Corte UE, particolarmente quello inerente la disponibilità delle coste italiane, tutt’altro che limitata. Al momento, è fondamentale continuare a svolgere il lavoro con le Regioni - aggiunge Tomei - per ottenere un lungo periodo transitorio, motivato dal doppio binario e dall’argomentazione della sovrabbondanza della risorsa coste, argomento che costituisce il punto nodale che la nostra difesa giuridica ha posto al vaglio della Corte europea e sul quale aspettiamo un’apertura positiva, che consenta la formulazione di una legge analoga alle normative nazionali attualmente vigenti nella Penisola Iberica (Spagna e Portogallo).CNA Balneatori continua a sostenere le proprie tesi, per tutelare sindacalmente e giuridicamente il comparto balneare italiano”.



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