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Corte diritti dell’Uomo: no al crocefisso nelle aule degli istituti pubblici

Data: 10 nov 2009

Il crocifisso nelle aule: è contrario al diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le loro convinzioni e al diritto dei bambini alla libertà religiosa. Questa la decisone presa il 3 novembre 2009 dalla Corte dei diritti dell'Uomo sul ricorso Lautsi v. Italy n. 30814/06.) Secondo la Corte il crocefisso ha prevalentemente un significato religioso e come tale viene percepito dagli allievi di ogni età. Un senso che può essere confortante e incoraggiante per gli scolari religiosi ma che è in grado di turbare a "livello emozionale" chi professa un altro credo, in particolare chi fa parte di una minoranza religiosa, o semplicemente è agnostico. La laicità dello Stato non si deve dunque limitare alla volontarietà dell'insegnamento della religione cattolica ma deve estendersi anche al divieto di praticare riti o esporre simboli legati a qualunque religione o all'ateismo. L'esposizione del crocefisso non può essere dunque, conclude la Corte, essere giustificata né dalla richiesta dei genitori cattolici né, come ha sostenuto il governo italiano, dalla necessità di un compromesso con le parti politiche di ispirazione cattolica.



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