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Corte UE: audizione Uber

Data: 06 dic 2016

La Corte Europea ha avviato il 29 novembre una serie di audizioni per discutere con le parti interessate ed i governi intervenienti, una controversia nata a Barcellona tra l’associazione locale dei taxi e Uber, con i primi che accusano il secondo di violare le norme locali sul trasporto. Il giudice di Barcellona, investito della vicenda, si è trovato a dover valutare l’eccezione di Uber, secondo cui le attività svolte attraverso la celebre applicazione altro non sono che un servizio digitale (rectius: un servizio della società dell’informazione ai sensi di una direttiva europea) liberalizzato quindi fin dal 2000. Se la Corte optasse per la tesi di Uber, cadrebbero tutte le eccezioni tradizionali dei tassisti, a partire da quella sul limite quantitativo delle licenze. Uber potrebbe presto essere riconosciuto come un servizio digitale al quale le leggi nazionali, inclusi i regolamenti comunali sui taxi, non potranno imporre limitazioni ingiustificate. Oppure potrebbe essere considerato come un servizio di trasporto come altri, soggetto ad autorizzazioni, controlli tariffari o addirittura ad obblighi lavoristici verso gli autisti. La Corte potrebbe, pur nei limiti permessi dal quesito giuridico e dalla legislazione europea vigente, optare anche per soluzioni intermedie. Ma quale che sia il verdetto, la sentenza si applicherà in tutta Europa, investendo così ovunque la regolamentazione dei taxi, ed avrebbe effetto anche in diatribe analoghe in tema di sharing economy. Dopo l’udienza vi sarà un parere dell’avvocato generale (nel primo trimestre del 2017) volto ad orientare la decisione dei giudici. La sentenza finale è attesa per la fine dell’anno prossimo. (Fonte: La Stampa.it)



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