Indietro

Cultura del dato

Data: 26 mag 2014

Il termine "cultura del dato" si riferisce in senso stretto alla capacità di fruire di dati e statistiche disponibili considerati come una risorsa per avere informazioni attendibili e per prendere decisioni. Tale capacità comporta la padronanza delle tecniche elementari della statistica descrittiva, unita preferibilmente alla capacità di utilizzo di strumenti informatici per la produzione e gestione dei fogli elettronici.
In senso più lato il termine cultura del dato significa assunzione di un atteggiamento di onestà intellettuale che impedisce utilizzi manipolatori di dati e statistiche a vantaggio di tesi preconcette e visioni unilaterali. In questo senso essa coinvolge tanto i produttori che gli utenti di dati e statistiche.
La cultura del dato può essere dunque riguardata come risorse per una positiva connessione tra il momento della produzione del dato statistico e quello della sua utilizzazione sul piano della conoscenza e dell'attività pratica.
La rilevanza della cultura del dato si connette oggi anche alla diffusione degli open data, vale a dire archivi di dati e informazioni liberamente accessibili a tutti, senza restrizioni di copyright, permission o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione. La maggiore fruibilità di tali risorse può tradursi in un effettivo miglioramento della partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese, solo se contestualmente si diffonde la cultura del dato.




Nessun commento. Vuoi essere il primo.