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Da Anci risponde del 18.12.2006

Data: 09 gen 2007

I dati anagrafici Domanda: Possiamo rilasciare alle scuole materne paritarie private l'elenco dei bambini in età di iscrizione per il prossimo anno scolastico ? Sarebbe forse opportuno prevedere un rilascio, condizionando l'uso dei dati solo per attività legate all'esercizio del servizio pubblico? È possibile fare riferimento all'articolo 43 comma 2 del Dpr 445/2000 che prevede la consultazione diretta da parte di un gestore di pubblico servizio degli archivi dell'amministrazione? Risposta: No. Le scuole parificate sono considerate soggetti privati quindi a norma del Dpr223/89 (articolo 34), non sussistono i presupposti legislativi per rilasciare loro elenchi anagrafici. La normativa sulla privacy conferma che l'utilizzo dei dati anagrafici da parte del Comune può avvenire per esclusivo uso di pubblica utilità (articolo 177 Dlgs 196/2003) precisando altresì la legittimità anche in applicazione della disciplina in materia di comunicazione istituzionale ex legge 150/2000. Il Garante per la protezione dei dati personali ha, inoltre, esaminato un caso (relazione 2000) in cui un istituto scolastico parificato chiedeva di ottenere dal comune l'elenco nominativo, completo di indirizzo, dei minori residenti, alfine di promuovere alcune offerte scolastiche. In tale occasione si è pronunciato negativamente sostenendo che il rilascio in questione è consentito per motivi di pubblica utilità, solamente nei confronti delle pubbliche amministrazioni che ne facciano motivata richiesta e non anche verso soggetti privati, come l'istituto scolastico parificato. I servizi finanziari: Domanda: Un istituto di credito ha chiesto al Comune di allegare alla busta paga una lettera di informazione con la quale vengono divulgate delle agevolazioni relative alla cessione del quinto dello stipendio. Lo scopo è quello di raggiungere con la suddetta informazione tutti i dipendenti comunali. Può essere soddisfatta una tale richiesta? Risposta: Le agevolazioni relative alla cessione del quinto dello stipendio sono disciplinate dal Dpr 180/1950 e dal relativo regolamento attuativo (Dpr 895/1950) come recentemente modificati con estensione dell'applicabilità della disciplina anche ai pensionati e alle aziende private. Si tratta in sostanza di una forma di prestito personale erogata da un istituto di credito che viene estinta con la cessione di un quinto del salario, in base ad una scelta personale del dipendente. Da un punto di vista della disciplina privacy (Dlgs 196/2003) l'ente locale è legittimato a trattare i dati personali solo per lo svolgimento delle funzioni istituzionali (articolo 18), prestando particolare attenzione nel caso di comunicazione di dati a soggetti pubblici o privati per cui valgono le particolari disposizioni ex articolo 19, commi 2 e 3, e di trattamento di dati sensibili e giudiziari ex articoli 20,21 e 22, Dlgs 196/2003. Nel caso in esame l'istituto di credito richiede al Comune di allegare una lettera di informazione alla busta paga per "pubblicizzare" un proprio servizio finanziario. Quindi il Comune tratterebbe i dati personali dei propri dipendenti per una finalità che esula da quelle istituzionali dell'ente. Si ritiene, pertanto, che la richiesta dell'istituto di credito non possa essere soddisfatta e che il Comune non possa allegare la lettera dell'istituto di credito alle buste paga dei propri dipendenti.



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