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Ddl 1532 - Sportello unico imprese

La Commissione affari costituzionali ha pronunciato il parere non ostativo condizionato e con osservazioni sul ddl di modifica alla normativa sullo sportello unico per le imprese e disciplina dell’avvio dell’attività di impresa: - considerato che il testo interviene estensivamente in una materia disciplinata dalla legge 241 del 1990, che, pur non essendo formalmente sovraordinata nella gerarchia delle fonti, certamente assume una valenza generale e di sistema, segnalata l’inopportunità di procedere ad incisive innovazioni in vista di interessi specifici e di settore, pur rilevanti, al di fuori di una valutazione complessiva e sistematica; - l’abbreviazione dei tempi di concessione delle autorizzazioni non può superare limiti ragionevoli, e tali da consentire valutazioni corrette da parte degli enti che le rilasciano e degli stessi richiedenti; - è opportuno far salve le esperienze già maturate dagli sportelli unici esistenti in molti comuni. Segnala altresì la opportunità di definire con maggiore chiarezza il rapporto tra l’avvio immediato (di cui all’articolo 1, commi 12, 13 e 14) e la diversa ipotesi di cui ai commi successivi, nonché l’esclusione dall’avvio immediato di cui all’articolo 2; - il disegno di legge introduce una rilevante compressione delle autonomie costituzionalmente protette di regioni ed enti locali. Segnalata pertanto l’opportunità di un maggiore coinvolgimento di tali autonomie, in specie per quanto riguarda i profili urbanistici e di gestione del territorio, nonché di tutela ambientale; - il parere non ostativo è condizionato alla modifica dell’articolo 1, comma 13, per il quale la mera autocertificazione da parte del richiedente produce l’automatico rilascio del titolo edilizio, configurando un inadeguato bilanciamento degli interessi coinvolti (è necessario introdurre un tempo, pur breve, per la valutazione della dichiarazione da parte dei soggetti pubblici interessati); - il parere è condizionato anche /alla modifica dell’articolo 6, comma 4, che nel prevedere una modalità speciale e agevolata di sanzione a carico delle amministrazioni pubbliche e a favore dell’imprenditore per la violazione di regole concernenti i controlli, determina una disparità di trattamento a carico di qualunque altro cittadino nel caso di violazione da parte delle amministrazioni di regole disciplinanti ipotesi diverse; - ulteriore condizione per il parere non ostativo è la modifica dell’articolo 9, comma 4, che affida ad una sede di concertazione la definizione di poteri sostitutivi statali, in contrasto con quanto sancito dall’articolo 120, secondo comma, della Costituzione. Esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge, la Commissione ha pronunciato sul loro complesso un parere non ostativo.



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