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Disposizioni in materia di pubblica istruzione (C2272-ter)

In Assemblea alla Camera il relatore Sasso (SD) ha illustrato i contenuti del disegno di legge in materia di pubblica istruzione, parte dei quali è stata anticipata da un decreto del Governo di recente approvazione. Dal testo originario, la Commissione ha unanimemente deciso di sopprimere alcuni temi, riguardanti ad esempio la disciplina degli organi collegiali o la norma sull'equipollenza dei titoli di studio dei cittadini stranieri, tematiche da affrontare in appositi provvedimenti. Tra le norme più importanti del testo, Sasso ha citato il ripristino del tempo pieno. A anche se vincoli di bilancio e la diminuzione del numero degli insegnanti in organico di diritto prevista dalla legge finanziaria non lasciano molti spazi alla norma del doppio organico, il testo prevede un piano triennale da definire di intesa con la Conferenza Stato-regioni, volto a incrementare in primo luogo l'offerta di tempo pieno da parte delle istituzioni scolastiche, anche al fine di garantire condizioni di accesso omogenee su tutto il territorio nazionale, sollecitando risorse da definire in sede di Conferenza unificata. La relatrice ha poi ricordato che molti commi del testo - soprattutto dell'articolo 1 - sono norme chiarificatrici rispetto a novità contenute nel primo testo Bersani, come quelle su: il titolo conclusivo dei percorsi di istruzione tecnica superiore; gli esami di Stato (ripristinata l'ammissione agli esami di terza media e definita una terza prova a carattere nazionale); la composizione del comitato di indirizzo del Servizio nazionale di valutazione; la disciplina dei docenti (norme riprese nel decreto-legge); i concorsi per dirigenti scolastici. Altre norme riguardano: la possibilità di accedere alle abilitazioni per i docenti di strumenti musicali, il peso degli zainetti dei bambini delle scuole elementari e della scuola primaria di primo grado, le «sezioni primavera», le difficoltà di bilancio delle scuole. Su questo punto Sasso ha ricordato che alcune misure che riguardavano il pagamento della TARSU o la diminuzione dell'IVA su alcune spese, sono state cancellate su indicazione della Commissione bilancio, andrebbero riprese in considerazione. Infine, segnalate le misure per riassegnare alle regioni i fondi non spesi per l'edilizia scolastica, da utilizzare anche per ottimizzare la messa in sicurezza e l'adeguamento a norma degli edifici scolastici. Il Viceministro Bastico ha assicurato che le norme anticipate nel decreto-legge sono sostanzialmente identiche a quelle elaborate dalla Commissione cultura e che si è solo voluto anticiparne l'entrata in vigore. Altre norme affrontano taluni aspetti in modo soltanto parziale e, pertanto, Bastico ha auspicato che durante l’iter parlamentare tali norme possano trovare compattamento e unificazione. Anche il viceminsitro si è detto disponibile a recuperare le norme sulla TARSU, sul miglioramento delle condizioni per il pagamento dell'IVA e sull'edilizia scolastica. Espresso infine l’auspicio che il disegno di legge possa essere inserito all'interno di un Testo unico, qualora il Parlamento decidesse di fornire all'ordinamento scolastico l'opportunità di riordino di una normativa divenuta davvero particolarmente complessa.



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