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Edifici storici e barriere architettoniche

Il Consiglio di Stato, con Sentenza 04824/2017,  ha annullato un provvedimento della Soprintendenza che aveva negato ad una persona anziana la possibilità di installare un ascensore in un edificio storico sottoposto a vincolo di particolare interesse culturale,  con una motivazione che tra l’altro  evidenziava  l’inapplicabilità della legge 13 del 1989, non  configurandosi, per il richiedente, la condizione di persona disabile.

Il CdS, richiamando tra l’altro una recente sentenza (Cass. civ. sez. II 28 marzo 2017 n.7938) evidenzia difatti  che “ … sotto il profilo soggettivo …  la normativa in favore di cui alla legge 13/1989 si applica anche quando si tratti di persone anziane  le quali, pur non essendo portatrici di disabilità vere e proprie , soffrano comunque di disagi fisici e di difficoltà motorie “

La legge in questione  –   precisa inoltre  la sentenza del  CdS  -  … esprime il principio secondo il quale i problemi delle persone affette da una qualche specie di invalidità devono essere assunti dall'intera collettività, “ e in tal senso ha imposto in via generale che nella costruzione di edifici privati e nella ristrutturazione di quelli preesistenti, le barriere architettoniche siano eliminate indipendentemente dalla effettiva utilizzazione degli edifici stessi da parte di persone disabili, trattandosi comunque di garantire diritti fondamentali … e non di accordare diritti personali ed intrasmissibili a titolo di concessione alla persona disabile in quanto tale  …”

Gli interventi volti a migliorare le condizioni di vita delle persone svantaggiate, si possono pertanto effettuare anche su beni sottoposti a vincolo come beni culturali, e la relativa autorizzazione   “può essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudizio del bene tutelato”




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