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Empatia

Data: 16 feb 2015

Il termine "empatia" ha etimologia greca (da in, dentro, e pathos, sentire, soffrire ) ed identifica la capacità di porsi nella situazione di un’altra persona o, più esattamente, di comprendere con facilità i processi psichici dell’altro.
Come categoria concettuale essa ha trovato impiego in molteplici ambiti disciplinari: nelle scienze cognitive (scienze che hanno come fine quello di spiegare il funzionamento della mente) e nella psicologia del sé (teoria di matrice psicanalitica che si occupa di disturbi della personalità) ed altro ancora.
Il termine è entrato anche, in modo cospicuo, a far parte dello studio dei comportamenti organizzativi. Si parla, ad esempio, di "ascolto empatico" come uno dei comportamenti base della assertività.
Lo stesso termine assume anche un posto di rilievo nello studio dei profili di competenza necessari per lo svolgimento di specifici ruoli organizzativi. Daniel Goleman parla di empatia come" consapevolezza dei sentimenti, delle esigenze e degli interessi altrui" e la classifica tra le competenze sociali, riguardanti il modo con cui gestiamo le relazioni con gli altri. Egli ne dà una descrizione analitica che fa riferimento ai seguenti fattori: 

  • Comprensione degli altri: percezione dei sentimenti e delle prospettive altrui; interesse attivo per le preoccupazioni degli altri
  • Assistenza: anticipazione, riconoscimento e soddisfazione delle esigenze del cliente
  • Promozione dello sviluppo altrui: percezione delle esigenze di sviluppo degli altri e capacità di mettere in risalto e potenziare le loro abilità
  • Sfruttamento della diversità: saper coltivare le opportunità offerte da persone di diverso tipo
  • Consapevolezza politica: saper leggere e interpretare le correnti emotive e i rapporti di potere in un gruppo



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