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Formatori: indicatori di performance e qualificazione

Data: 02 feb 2016

In queste settimane per riflettere sulla formazione alla sicurezza e, in particolare, sulla qualità della formazione erogata in Italia, abbiamo presentato le proposte che la Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione ha presentato con il documento del 10 dicembre 2015 “ La formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro: problematiche applicative e proposte”.

Inoltre abbiamo realizzato una lunghissima intervista, quasi un piccolo convegno a più voci, a Giancarlo Bianchi (Presidente della Consulta CIIP e dell’associazione AIAS), Norberto Canciani (Vice Presidente di CIIP e Segretario dell’associazione Ambiente e Lavoro) e Arnaldo Zaffanella (Vice Presidente di AIAS e coordinatore del gruppo di lavoro della CIIP sulla formazione). Una intervista che abbiamo suddiviso in tre parti:

- la prima parte – “ Il discount della formazione e l’assenza di efficacia e qualità” - si è soffermata specialmente sulla situazione del “mercato della sicurezza” in Italia, sulla carenza dei controlli in materia di formazione alla sicurezza, sulle responsabilità delle aziende e sulla normativa tecnica;

- la seconda parte – “ Le criticità della formazione: la carenza dei controlli sull'efficacia” – ha affrontato il tema delle proposte CIIP con particolare riferimento all’individuazione dei soggetti accreditati, alle carenze dei controlli, alle verifica dell’efficacia della formazione e ai crediti formativi.

Oggi presentiamo invece la terza e ultima parte dell’intervista che si sofferma in particolare su due temi: la valutazione di efficacia della formazione alla sicurezza con gli “indicatori di performance” (KPI - Key Performance Indicator) e la qualificazione dei formatori.

Le prime domande che abbiamo rivolto ai tre interlocutori riguardano in particolare la proposta CIIP di “definire precisi ‘Indicatori di performance’ dei processi di formazione professionale con cui misurare confrontare i percorsi formativi erogati”.

Cosa sono questi indicatori? Ci sono già esperienze, indicazioni e esempi? Quali sono le criticità di questi indicatori? Come applicarli?

L’ultima proposta CIIP ha invece l’obiettivo di “migliorare i criteri di verifica della ‘Qualificazione dei Formatori’ in linea con gli standard europei (EQF)”.

Ricordiamo brevemente che con EQF si intende il quadro comune europeo di riferimento che collega fra loro i sistemi di qualificazione di paesi diversi, fungendo da dispositivo di traduzione utile a rendere le qualifiche più leggibili e comprensibili tra paesi e sistemi europei differenti.

Cosa non va oggi nella qualificazione dei formatori? I criteri proposti nella normativa italiana come potrebbero essere cambiati? Quali sono le caratteristiche dei nuovi standard europei?

Non potevamo infine non soffermarci sul tema della capacità propositiva della Consulta Interassociativa e della possibilità di agire sui soggetti decisionali...

Nel passato la CIIP è riuscita a incidere sulle scelte del legislatore in materia di tutela della salute e sicurezza? Come far conoscere e presentare le proposte in materia di prevenzione?

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visionare integralmente la seconda parte dell’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.

Una vostra proposta riguarda gli “Indicatori di performance” dei processi di formazione professionale con cui misurare confrontare i percorsi formativi erogati. Cosa sono questi indicatori?

Arnaldo Zaffanella: Bisogna misurare. Se c’è qualcosa da valutare, occorre un sistema di misura. (...).

La formazione è un processo di crescita e quindi necessariamente parte da un livello. E dunque, prima di far formazione, bisogna misurare a che livello siamo e poi misurare di nuovo dopo la formazione. Si dovrebbe trovare una differenza tra prima e dopo l’erogazione della formazione....

Ma non basta. Perché un conto è quello che uno ha appreso e un conto è quello che poi uno fa nella realtà. E quindi ci deve essere una misura anche una volta che il lavoratore rientra nel proprio luogo di lavoro. Sono tanti i lavoratori che ritengono di aver fatto un bel corso di formazione, ma poi, tornati i




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