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Garante privacy – Atac - Smart card autobus

Data: 24 ott 2006

Non si possono usare i dati personali per controllare gli spostamenti degli abbonati. Sì all'uso di smart card per salire su metro e autobus, ma no al controllo degli spostamenti degli abbonati. Tempi di conservazione limitati e solo dati anonimi per monitorare flussi di traffico e effettuare analisi statistiche. Nuove tecnologie e diritti dei cittadini possono convivere. Queste le principali prescrizioni che il Garante ha dato ad Atac, azienda romana di trasporto pubblico e ad Atm, azienda di trasporto della città di Milano, al termine delle verifiche svolte per accertare eventuali violazioni della privacy ipotizzate nelle segnalazioni pervenute all'Autorità. L'Autorità ha bloccato l'uso di tutti i dati raccolti che potrebbero consentire di ricostruire gli spostamenti degli utenti, imponendo alle due società di renderli anonimi entro il 31 dicembre. Dagli accertamenti è infatti emerso che le società, associando i dati sulla convalida al codice della tessera, potrebbero individuare i punti della rete in cui l'abbonamento è "passato", con l'indicazione del giorno e dell'ora. Sulla base delle indicazioni del Garante le società dovranno utilizzare tessere elettroniche che consentano di memorizzare al proprio interno i dati degli utenti solo per un numero ridotto di convalide. Il Garante ha ritenuto infatti sufficiente, per verificare eventuali malfunzionamenti della tessera e controllarne il suo uso regolare, la registrazione di non più di 5 convalide. Ridotti a 72 ore anche i tempi di conservazione dei dati di convalida raccolti nel data base centralizzato aziendale, periodo ritenuto sufficiente per controllare anomalie, annotare furti o smarrimenti e provvedere al rilascio di una nuova tessera, dopodiché i dati vanno resi anonimi. Attualmente i tempi di conservazione consentono di risalire fino alla data di introduzione dell'abbonamento elettronico (2005 per Atm e 2000 per l'Atac). Le aziende di trasporto dovranno infine riformulare l'informativa agli abbonati rendendo più "trasparenti" tipologie di dati raccolti, loro modalità d'uso e specificando chiaramente le finalità perseguite, come ad esempio il contrasto alle falsificazioni degli abbonamenti, delle tessere e dei titoli di viaggio.



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