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Garante Privacy e schemi di regolamento

Data: 18 ott 2005

Sono pronti gli schemi di regolamento in base ai quali, entro il 31 dicembre, tutti i Comuni e le Province italiane sono tenuti a mettersi in regola con le norme sulla protezione dei dati personali. Il Garante per la protezione dei dati personali ha, infatti, espresso il previsto parere sugli schemi di regolamento che gli enti locali dovranno adottare per poter trattare i dati sensibili e giudiziari. Gli schemi di regolamento rispondono a tre diverse esigenze: dare piena attuazione al principio di pubblicità e trasparenza nell'uso di dati personali particolarmente delicati; assicurare un elevato livello di tutela dei diritti dei cittadini sull'uso di informazioni sensibili e giudiziarie come, ad esempio, l'etnia, le convinzioni religiose, l'appartenenza politica, la salute, la vita sessuale, condanne, carichi pendenti; adempiere ad un preciso obbligo previsto dalla normativa sulla privacy. Questi regolamenti individuano e rendono noti ai cittadini quali dati vengono usati e per quali fini. Allo scopo di agevolare questo adempimento ed evitare che ciascun Comune e ciascuna Provincia predisponga il regolamento e lo sottoponga singolarmente al Garante, il Codice prevede la possibilità di elaborare "schemi tipo". A tali schemi tipo, approvati dal Garante, potranno far riferimento le amministrazioni comunali e provinciale per elaborare il proprio regolamento senza, pertanto, la necessità di ottenere un autonomo parere dell'Autorità. Gli schemi contengono l'indice dei trattamenti ed una serie di schede articolate nelle quali vengono evidenziati, le finalità rilevanti di interesse pubblico per trattare i dati sensibili e giudiziari, la denominazione del trattamento dei dati, la fonte normativa, i tipi di dati trattati. Le schede contengono anche una sintetica descrizione relativa al trattamento dei dati e al flusso informativo. Entro il 31 dicembre di quest'anno anche le altre amministrazioni pubbliche dovranno adottare i regolamenti sul trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Le amministrazioni dovranno procedere ad una ricognizione dei trattamenti di dati sensibili e giudiziari ed individuare sia le tipologie di informazioni indispensabili in rapporto alle loro attività istituzionali, sia le operazioni necessarie per perseguire le finalità di rilevante interesse pubblico che consentono di usare questi dati (compresi trattamenti svolti mediante Internet, interconnessioni e raffronti tra banche dati). I soggetti pubblici dovranno indicare anche le modalità con le quali sono usati i dati e assicurare la conoscibilità delle scelte adottate.



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