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I cantieri dell’impresa che costruisce la metropolitana sono assoggettati alla Tosap

Data: 21 mar 2017

Italia

La Commissione tributaria regionale di Torino, con una decisione di portata innovativa, ha deciso che l'impresa che effettua lavori di realizzazione della metropolitana, deve pagare la Tosap (tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche), anche se l'opera ha valore strategico nazionale ed è finanziata da fondi pubblici.

La decisione della Commissione ha ribaltato l'esito del giudizio di primo grado che avevano ritenuti illegittimi gli avvisi di accertamento emessi dall’Amministrazione comunale per un valore di € 226.000,00.
La questione esaminata riguarda un appalto per la realizzazione del prolungamento della linea della metropolitana di Torino per il quale la concessionaria comunale della gestione Tosap aveva emesso a carico del consorzio affidatario due avvisi di accertamento per l'occupazione dei cantieri, relativi all'annualità 2012.

Nei confronti degli accertamenti l'impresa, richiamando l’art. 49 del decreto legislativo 507/1993, aveva avanzato la pretesa di essere esentata dal pagamento del dovuto in ragione del valore strategico nazionale dell'opera, finanziata dal Comune di Torino, dalla Regione Piemonte e dallo Stato, oltre che per la totale partecipazione pubblica della società committente.

Il Decreto legislativo richiamato, riguardante “Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle provincie nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n 421, concernente il riordino della finanza territoriale”, all’articolo 49, lettera a) prevede che siano esenti dal pagamento della tassa “le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi, da enti religiosi per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica”.

In primo grado il consorzio di imprese aveva ottenuto l'accoglimento del ricorso presso la Commissione tributaria provinciale, che riteneva sussistente la fattispecie di esonero trattandosi di un'opera pubblica eseguita da un committente rientrante tra i soggetti elencati nel predetto articolo 49. Ma la Commissione tributaria regionale giunge a una conclusone diversa e opposta rispetto al giudizio di primo grado, accogliendo l'appello della concessionaria comunale Tosap.

La Commissione ritiene, infatti, che le norme di “sistema” nel diritto tributario devono rispettare i canoni di tassatività, tipicità ed esclusività, per le quali vige l'assoluto divieto di interpretare le norme tributarie agevolative sia attraverso l'interpretazione analogica sia attraverso l'interpretazione estensiva.
In particolare, richiamando lo stesso articolo evidenzia che la disposizione riguarda soggetti diversi dalle società. Conseguentemente, il consorzio di imprese, essendo una società, non può rientrare in alcun modo tra i soggetti elencati dal citato articolo 49, confermando la linea interpretativa del concessionario.

Nel caso di specie, infatti, il “consorzio” era una “società consortile” disciplinata dagli articoli 2612-2615 del codice civile.
Dalla lettura della decisione emerge inoltre il rigetto di un’ulteriore interpretazione forzata, tendente a equiparare il consorzio a una società “in house” in ragione della partecipazione del Comune che non viene ritenuta di alcun pregio ai fini del principio affermato, relativo all’obbligo di pagamento della Tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Allegato commissione tributaria regionale Torino

Autore: Santo Fabiano



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