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I sette luoghi comuni sull’economia

Data: 21 feb 2017

Dal settembre del 2008 il numero di “dottor Dulcamara” sul palcoscenico della politica economica europea si è moltiplicato. Da Berlino, Bruxelles e Francoforte, lo specifico della tentata (e in alcuni casi riuscita) vendita è stato sempre lo stesso: “riforme strutturali” da mandar giù, in varie combinazioni, assieme all’austerità. Qualche “dottore” più baldanzoso è anche arrivato a offrire quelle riforme a costo zero, come fossero i frutti degli alberi nel giardino di Eden. Altri, compreso in anticipo l’effetto dolorifico dell’austerità, hanno proclamato la magica virtù delle riforme strutturali di lenire i dolori, manco fossero morfina. Altri ancora hanno creduto di spiegare l’insuccesso dell’austerità – soprattutto nei paesi del Sud Europa – col fatto che i governi di questi ultimi non hanno fatto i loro “compiti a casa”, consistenti naturalmente nel far prendere alle riottose popolazioni mediterranee adeguate dosi di magico liquore. Cioè, non hanno realizzato o hanno realizzato solo parzialmente le riforme strutturali raccomandate dall’asse Berlino-Bruxelles-Francoforte.
Ci tengo a chiarire che non sono un vero eretico e quindi non sono un nemico delle riforme, specie di quelle ben concepite e meglio realizzate. Come il lettore avrà ormai capito, però, i luoghi comuni suscitano in me il desiderio di andare a “vedere il gioco”. E quello delle riforme è diventato un luogo comune ripetuto con martellante frequenza... (segue)


Autore: Andrea Boitani

Editore: Editori Laterza

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