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ICI: applicabile il cumulo giuridico

Data: 23 ott 2018


La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 18423 del 12 luglio 2018, ha ribadito l’applicabilità, relativamente alle sanzioni in materia di Imposta Comunale sugli Immobili, del criterio del cumulo giuridico. Per la Suprema Corte, in tema di sanzioni amministrative per violazioni tributarie, l’istituto della continuazione, sancito dall’art. 12, comma 5, del D. Lgs. n. 472 del 1997, secondo cui “quando violazioni della stessa indole vengono commesse in periodi di imposta diversi, si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo”, è applicabile anche all’ICI. Nella stessa ordinanza, la Suprema Corte tratta del vizio di motivazione della sentenza e dell'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile dell’avviso di accertamento.


Un contribuente, con ricorso incidentale, ha sollevato tra le altre, la questione riguardante la mancata applicazione dell'art. 12 D. Lgs. 18 dicembre 1997 n. 472, riguardante il concorso di violazioni e continuazione e, quindi, l'omessa applicazione del criterio del cumulo giuridico delle sanzioni, sul quale il giudice di secondo grado aveva omesso di pronunciarsi. 
Quando violazioni della stessa indole vengono commesse in periodi di imposta diversi, dev’essere applicata la sanzione base aumentata dalla metà al triplo. 
Se l'ufficio non contesta tutte le violazioni o non irroga la sanzione contemporaneamente rispetto a tutte, quando in seguito vi provvede determina la sanzione complessiva tenendo conto delle violazioni oggetto del precedente provvedimento. 
Anche il giudice può applicare la sanzione complessiva sulla base del criterio del cumulo giuridico, qualora più atti di irrogazione abbiano dato luogo a processi non riuniti o comunque introdotti avanti a giudici diversi.
La Commissione Tributaria, nel prendere cognizione dell'ultimo processo, ridetermina la sanzione complessiva, tenendo conto delle violazioni risultanti dalle sentenze precedentemente emanate.
La Suprema Corte ha ribadito il principio secondo cui il criterio del cumulo giuridico è applicabile anche all'ICI. 
La stessa Corte di Cassazione (sentenza n. 26077 del 30 dicembre 2015) aveva già avuto modo di statuire che la norma non esclude dall’applicazione del cumulo i casi di omessa od infedele denuncia.
La Corte aveva, pure in passato, riconosciuto l'applicabilità all'ICI della disciplina del cumulo giuridico obbligatorio (Cass. n. 19650/2008, n. 3265/2012, n. 15554/2009), ed aveva affermato che la richiesta di applicazione di tale regime delle sanzioni di cui all'art. 12 citato, può essere riproposta anche in sede di legittimità (Cass. n. 26457/2014, n. 28354/2005).
Il Comune, nel suo ricorso principale, aveva, inoltre, osservato che la sentenza della Commissione Tributaria Regionale non era sufficientemente motivata, rispetto al valore attribuito all’area fabbricabile, sottoposta a tassazione.
Gli ermellini hanno rilevato che non sussiste l’ipotesi di anomalia motivazionale poiché la sentenza di secondo grado recepisce per relationem le conclusioni ed i passi salienti di una relazione di consulenza tecnica d'ufficio, che la C.T.R. ha dichiarato di condividere nel merito (in tal senso: Cass. n. 16368/14; 13845/07; 19475/057392/94). 
Il vizio di motivazione che giustifica la cassazione della sentenza sussiste solo “qualora il tessuto argomentativo presenti lacune, incoerenze e incongruenze tali da impedire l'individuazione del criterio logico posto a fondamento della decisione impugnata, "restando escluso che la parte possa far valere il contrasto della ricostruzione con quella operata dal giudice di merito e l'attribuzione agli elementi valutati di un valore e di un significato difformi rispetto alle proprie aspettative e deduzioni" (Cass. n. 3198/2015; Cass. N. 11511/14; Cass. n. 19814/13; Cass. n. 1754/07). 
La Cassazione, inoltre, ha modo di evidenziare che qualora l'atto di liquidazione o di accertamento sia prodotto mediante sistemi informativi automatizzati, la sua sottoscrizione può essere legittimamente sostituita, ai sensi dell'art. 1, comma 87, della L. 28 dicembre 1995 .n. 549, dall'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile, individuato da apposita determina dirigenziale (Cass. 20628/2017; Cass.15447 del 2010). 

Luciano Catania




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