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Il Consulente in materia di sicurezza nelle sentenze di Cassazione

Data: 08 feb 2016

Le responsabilità penali e civili del consulente esterno per la valutazione dei rischi e per le analisi preliminari ad essa, la delega data al consulente, il ruolo dirigenziale svolto di fatto per ingerenza nell’organizzazione.
Nella giurisprudenza della Corte di Cassazione sono presenti alcune sentenze che hanno ad oggetto il ruolo e le responsabilità del consulente esterno in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Senza pretese di esaustività, se ne illustrano di seguito alcune che sono state selezionate in quanto rappresentative dei principali - ma anche in questo caso non esclusivi - ambiti di potenziale responsabilità in cui può incorrere il consulente esterno in caso di infortunio o malattia professionale.

Il consulente esterno e la valutazione dei rischi

Cassazione Penale, Sez. IV, 14 agosto 2012 n. 32748 rigetta il ricorso del PM avverso una sentenza del Tribunale di Asti che aveva assolto una datrice di lavoro di una s.n.c. e un consulente esterno dal reato di lesioni personali colpose gravi per una malattia professionale (nella specie sinovite ipertrofica stenosante dei tendini flessori di alcune dita della mano destra) contratta da una lavoratrice.

In particolare, “il Tribunale rileva che, segnatamente al consulente, si è contestato di avere, su incarico del datore di lavoro, eseguito una erroneavalutazione del rischioda sovraccarico biomeccanicodegli arti superiori nelle postazioni, - tra l’altro a causa dell’errata valutazione dei tempi di recupero, e dell’omessa valutazione delle operazioni di pulizia, operazioni sicuramente ad elevato rischio - e perciò di avere omesso di suggerire al datore di lavoro le misure di prevenzione da adottare, affermando tra l’altro la non necessità di interventi migliorativi di riprogettazione del posto di lavoro.
Le valutazioni del consulente, che si assume abbiano sottostimato il rischio cui era esposta la lavoratrice, sono espresse in una prima relazione del 2004 cui è seguita altra….”.

Ma il consulente è stato assolto in quanto “lo stesso consulente del P.M. ha riconosciuto che nel 2004, all’epoca in cui venne effettuata dall’imputato la prima valutazione del rischio aziendale, il metodo ufficiale OCRA, di cui si avvalse il consulente, non prescriveva ancora di valutare nella stima del rischio anche i lavori di pulizia, cioè quelli cui era stata adibita la [lavoratrice]”.

Il PM ricorre solo avverso l’assoluzione della datrice di lavoro.
La Corte dichiara inammissibile tale ricorso in quanto conteneva una contestazione aggiuntiva ed in quanto la datrice di lavoro, “rivolgendosi ad un consulente esterno, non ha fatto altro che affidarsi alla valutazione dei rischi, effettuata da quest’ultimo, apparsa in un primo tempo erronea per l’omessa valutazione delle attività lavorative cui era adibita la dipendente, ma poi assolutamente corretta alla luce del contenuto riportato dalle tabelle OCRA dell’epoca, vale a dire del 2004, anche se da tale omessa valutazione sono derivate le lesioni alla [lavoratrice] riscontrate all’inizio del 2006 con aggravamento tra luglio e settembre dello stesso anno.”

Il consulente esterno e le analisi preliminari e propedeutiche alla valutazione dei rischi

In Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 26 giugno 2009 n.15050 la Corte si è pronunciata sulle responsabilità di un consulente aziendale per la sicurezza sul lavoro incaricato - da parte della società datrice di lavoro di un lavoratore poi infortunatosi - di redigere una analisi (e quindi una relazione) preliminare sullo stato dei macchinari esistenti in azienda, propedeutica alla valutazione dei rischi che sarebbe stata poi elaborata dalla committente stessa.
In particolare la società di consulenza aveva preso in esame, tra i vari macchinari e le varie attrezzature presenti nell’azienda committente, anche la (sicurezza della) cesoia utilizzata dal lavoratore al momento dell’infortunio, “senza rilevare nulla in merito all’esigenza di una protezione laterale, rilievi invece mossi, nella relazione presentata alla committente, per altri macchinari, per i quali aveva fatto cenno all’importanza di approntare opere di




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