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Il nuovo ordinamento del lavoro pubblico

Data: 07 feb 2012

Il d.lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 ha subito non poche vicissitudini da quando ha visto la luce, a completamento del percorso di riforma dell’ordinamento del lavoro pubblico avviato con la legge-delega 15/2009.

Tra interpretazioni ardite e decisioni giurisprudenziali tutte tendenti a svuotarlo o disapplicarlo, col passare dei mesi la riforma ha trovato via via stabilità ed i suoi effetti sui sistemi di valutazione stanno cominciando a prendere campo. Anche se è stato lo stesso legislatore a bloccare di fatto proprio le ricadute sui sistemi di valutazione, col congelamento dei salari pubblici, deciso con la manovra estiva 2010 e con l’accordo del 4 febbraio 2011, confluito nel d.lgs. 1° agosto 2011, n. 141, il “correttivo” che ha sancito il blocco del sistema delle fasce di valutazione, fino alla sottoscrizione dei successivi contratti collettivi nazionali di lavoro.

Pur non trattandosi di una modifica complessiva del d.lgs. 165/2001, tuttavia, il d.lgs. 150/2009 è, certamente, un ripensamento ampio del rapporto di lavoro pubblico, che modifica in modo drastico gli assetti normativi esistenti.
In particolare, la nuova disciplina vuole porre rimedio ai fallimenti delle riforme del lavoro pubblico degli ultimi 20 anni, puntando sul rilancio del ruolo delle amministrazioni e dei dirigenti come veri e propri datori di lavoro privati, sulla valorizzazione della produttività, sull’effettiva selettività dei sistemi di valutazione, sulla maggiore responsabilità dei dirigenti e dipendenti anche attraverso l’inasprimento dei provvedimenti disciplinari.

Infine, le innumerevoli disposizioni in materia di lavoro pubblico contenute nelle manovre che si sono succedute convulsamente nel corso del 2011, compresi legge di stabilità 2012 e decreto Monti, hanno inciso ed innovato molto una riforma che appare in costante evoluzione.


Autore: Luigi Olivieri

Editore: Maggioli, 2012

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