Indietro

Il regime assunzionale derogatorio per la Polizia locale

(Deliberazione Sezione regionale di controllo per il Veneto n. 27/2019/PAR)

 

Il Sindaco del Comune di San Bellino richiedeva alla Sezione regionale di controllo per il Veneto un parere inerente le limitazioni delle facoltà assunzionali previste dall’art. 35 bis del D.L. 113/2018 (cd. decreto sicurezza, convertito con legge n. 132 del 1 dicembre 2018) dopo aver evidenziato l’inciso della norma “Le cessazioni nell'anno 2018 del predetto personale non rilevano ai fini del calcolo delle facoltà assunzionali del restante personale”  e precisato  che la disposizione “ (…) pare limitare le facoltà assunzionali delle singole amministrazioni, imponendo ai Comuni di utilizzare le risorse risparmiate nel 2018 a seguito della cessazione di dipendenti in forza alla polizia municipale per l'assunzione di lavoratori in possesso dello stesso profilo.”

In relazione alle dette premesse veniva pertanto formulato il seguente quesito: “Ciò premesso, considerato il carattere triennale della pianificazione concernente il personale, si chiede a codesto giudice se la predetta limitazione debba trovare applicazione anche in presenza di atti di programmazione già approvati prima dell'entrata in vigore dell'art. 35bis sopra richiamato, cioè anteriormente al 4 ottobre 2018, giorno di pubblicazione della legge di conversione”.

Il Collegio, verificando in primis i requisiti di ammissibilità soggettiva ed oggettiva e rilevando la sussistenza di entrambi i presupposti, si pronunciava nel merito alla luce della normativa vigente e dei principali indirizzi giurisprudenziali ricostruendo il complesso quadro normativo di riferimento.

La Sezione veneta preliminarmente richiamava l’articolo 35 bis del D.L. 113 del 4 ottobre 2018 (cd. decreto sicurezza) come inserito, nel corpo del decreto, in sede di conversione avvenuta con la Legge n. 132 dell’ 1 dicembre 2018, con la quale si prevede che “1. Al fine di rafforzare le attività connesse al controllo del territorio e di potenziare gli interventi in materia di sicurezza urbana, i comuni che nel triennio 2016-2018 hanno rispettato gli obiettivi dei vincoli di finanza pubblica possono, nell'anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 228, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, assumere a tempo indeterminato personale di polizia municipale, nel limite della spesa sostenuta per detto personale nell'anno 2016 e fermo restando il conseguimento degli equilibri di bilancio. Le cessazioni nell'anno 2018 del predetto personale non rilevano ai fini del calcolo delle facoltà assunzionali del restante personale.”

Evidenzia il Collegio che la ratio della norma parrebbe  individuabile nella volontà esplicita del legislatore di rafforzare le attività connesse al controllo del territorio e di potenziare gli interventi in materia di sicurezza urbana con la conseguenza di prevedere la possibilità per i comuni (in quanto solo detti soggetti sono contemplati dall’operatività delle disposizioni di cui trattasi), di poter disporre di un budget assunzionale migliorativo per il personale di polizia locale rispetto a quello ordinariamente previsto per tutti gli altri profili, per il tramite di un regime speciale derogatorio, seppur temporalmente limitato.  In pratica, la deroga prevista dall’art. 35 bis, non sarebbe riferita ai vincoli di spesa di cui all’articolo 1, commi 557 quater e 562 della legge 296/2006 (per enti ex soggetti al patto e minori), ma opererebbe per le sole disposizioni di cui all’art. 1, comma 228 della legge 208/2015 (legge di stabilità 2016), relative alla previsione delle capacità assunzionali. Norma, quest’ultima ove si dispone che: “Le amministrazioni di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e successive modificazioni, possono procedere, per gli anni 2016, 2017 e 2018, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato di qualifica non dirigenziale nel limite di un contingente di personale corrispondente, per ciascuno dei predetti anni, ad una spesa pari al 25 per cento di quella relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente. Ferme restando le facoltà assunzionali previste dall'articolo 1, comma 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per gli enti che nell'anno 2015 non erano sottoposti alla disciplina del patto di stabilità interno, qualora il rapporto dipendenti-popolazione dell'anno precedente sia inferiore al rapporto medio dipendenti-popolazione per classe demografica, come definito triennalmente con il decreto del Ministro dell'interno di cui all'articolo 263, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la percentuale stabilita al periodo precedente è innalzata al 75 per cento nei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, per gli anni 2017 e 2018. Per i comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti che rilevano nell'anno precedente una spesa per il personale inferiore al 24 per cento della media delle entrate correnti registrate nei conti consuntivi dell'ultimo triennio, la predetta percentuale è innalzata al 100 per cento. Fermi restando l'equilibrio di bilancio di cui ai commi 707 e seguenti del presente articolo e il parametro di spesa del personale di cui all'articolo 1, comma 557-quater, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per le regioni che rilevano nell'anno precedente una spesa per il personale inferiore al 12 per cento del titolo primo delle entrate correnti, considerate al netto di quelle a destinazione vincolata, la percentuale stabilita al primo periodo è innalzata, per gli anni 2017 e 2018, al 75 per cento. (…)”.

Per suffragare l’approdo interpretativo sopra evidenziato i giudici contabili richiamano un precedente regime derogatorio favorevole alle assunzioni di personale afferente alla polizia municipale, ovvero quello di cui all’art. 7 comma 2 bis del D.L. 14/2017 concernente “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, ove si disponeva che le norme di favore ivi previste  andassero  applicate, fermi restando i vincoli di spesa di cui all’art. 1 commi 557 e 562 della legge 296/2006.

Fatte le richiamate premesse, veniva poi evidenziato, in ordine all’applicazione delle disposizioni sui limiti delle facoltà assunzionali del personale di polizia municipale  dell’art. 35 bis del D.L. 113/2018:

  • che lo stesse  assumono carattere di specialità;
  • che  si deve tenere conto di una  interpretazione letterale dello stesse  in base all’art. 12 delle Preleggi;
  • che vanno considerati gli approdi consolidati della giurisprudenza contabile in merito alla generale capacità assunzionale degli enti locali relativamente all’aggregato “spesa del personale” nel suo complesso.

La Sezione veneta, in relazione a detti presupposti, pertanto, ritiene che la norma in questione, innovando il precedente assetto di favore in vigore per gli anni 2017 e 2018, introdotto con il D.L. 14/2017 (cd. decreto Minniti convertito in legge n. 48/2017), prevede per le assunzioni a tempo indeterminato del personale di polizia municipale limitatamente all’anno 2019, un regime derogatorio a quello ordinario, a cui si affianca. Regime, da considerare nel contesto dell’ottica programmatoria del personale delle pubbliche amministrazioni di cui al rinnovato Piano triennale dei fabbisogni di personale (PTFP ex art. 6 e 6 ter del D.lgs. 165/2001 e D.M. Funzione pubblica maggio 2018) influenzato dalla circostanza che il concetto di dotazione organica  è   sostituito  da quello di “dotazione” di spesa potenziale, che rappresenta esclusivamente un valore finanziario di spesa potenziale massima sostenibile e non valicabile, imposta come vincolo esterno dalla legge, o da altra fonte, in relazione ai rispettivi ordinamenti (sul punto vengono richiamate le deliberazioni della stessa Sezione veneta, n. 548/2018/PAR e della Sezione di controllo per la Puglia n. 111/2018/PAR e n. 141/2018/PAR).

Con la conseguenza, nel caso prospettato, che il Comune di San Bellino, ove intenda avvalersi dello speciale regime derogatorio previsto dall’art. 35 bis del D.L. 113/2018, dovrà rimodulare la propria programmazione attuale tramite il PTFP nel rispetto del limite finanziario massimo della “dotazione” di spesa potenziale (sulla base dei previsti tetti di spesa a seconda che sia soggetto al comma 557 quater o  562 dell’art. 1 della L. 296/2006 e avendo previamente verificato la possibilità di ricoprire il posto vacante per mobilità interna od esterna), alla luce della disposizione che statuisce che le cessazioni del personale di polizia municipale avvenute nel 2018 possono essere utilizzate solamente per assumere nuovo personale di polizia locale e non di altri profili.

Precisano, tuttavia i giudici veneti che ove i comuni vogliano avvalersi del regime derogatorio transitorio introdotto dall’art, 35 bis, lo stesso determina la creazione di un differenziato regime di reclutamento con contratto a tempo indeterminato per il personale della polizia locale relativamente all’anno 2019, con l’individuazione di un particolare budget assunzionale parallelo a quello ordinario che si sostanzia:

  • nella necessaria osservanza nel triennio 2016-2018 degli obiettivi dei vincoli di finanza pubblica;
  • nella necessaria osservanza nell’anno in cui procedere all’assunzione (2019) degli equilibri di bilancio;
  • nella possibilità di assumere il personale di polizia locale cessato nell’anno 2018 ma nel limite della spesa sostenuta per detto personale nell'anno 2016;
  • nella determinazione, dunque, di un budget assunzionale 2019 che, all’interno del tetto massimo di contenimento della spesa di personale di cui ai richiamati commi 557 e ss e 562, si sostanzia nell’eventuale differenziale tra la spesa per il personale di polizia locale sostenuta nel 2018 e quella sostenuta nel 2016
  • nel mancato ricorso per l’assunzione di detto personale della percentuale assunzionale derivante dalle cessazioni dello stesso intervenuta nell’esercizio precedente (2018) che, tuttavia, in base all’ultimo periodo della disposizione in esame, non possono essere considerate al fine di determinare le capacità assunzionali del restante personale.

Osservano, tuttavia, che qualora l’ente non voglia far ricorso al regime derogatorio temporaneo ed eccezionale ma intenda utilizzare le normali facoltà assunzionali, “…il vincolo che impedisce di considerare le cessazioni del personale di polizia locale come non utilizzabili per il turn over di altro personale, non spiegherà i suoi effetti. Infatti, in tal caso, le cessazioni degli anni precedenti potranno essere utilizzate, in applicazione dell’art. 1 comma 557 quater e 562 L. 296/2006, indistintamente per il reclutamento di tutte le categorie di personale”.

A parere della Sezione veneta, infatti l’ultimo periodo della norma opererebbe solo ove il comune scelga di avvalersi del regime derogatorio temporaneo e a riprova di ciò richiama la formulazione testuale della disposizione  ove si prevede come gli enti “possono..” e non debbano “..nell’anno 2019, in deroga … assumere a tempo indeterminato personale di polizia municipale …“. Con la conseguenza che rimarrà i capo ai comuni la scelta di utilizzare o meno il regime derogatorio all’interno del rimodulato Piano triennale, optando per la soluzione che si riterrà più opportuna al fine di ottimizzare il soddisfacimento del fabbisogno di personale, anche di polizia locale.

Dott. Giampiero Pizziconi, Consigliere della Corte dei conti. Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato e Sezione regionale di controllo per il Veneto

 





Nessun commento. Vuoi essere il primo.