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INAIL: Carta pari opportunità

Data: 19 giu 2012

Il Parlamentino INAIL di via IV Novembre ha fatto da cornice alla sottoscrizione da parte dell'Istituto della Carta per le pari opportunità e l'uguaglianza sul lavoro. Alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, della consigliera nazionale di Parità, Alessandra Servidori, e della presidente del Comitato Unico di Garanzia INAIL, Antonella Ninci, il commissario straordinario Massimo De Felice ha firmato il documento che indica dieci azioni concrete - dall'attuazione di politiche che coinvolgano tutti i livelli aziendali, a partire dai vertici, alla promozione esterna dei risultati ottenuti - per contribuire alla lotta contro tutte le forme di discriminazione sul luogo di lavoro basate su genere, età, disabilità, etnia, fede religiosa e orientamento sessuale. "L'INAIL pone una grande attenzione al tema delle pari opportunità - ha detto De Felice - La sottoscrizione di questa Carta rappresenta quindi un atto molto importante, ma spero che non provochi troppi cambiamenti nei nostri modi perché ciò significherebbe che abbiamo anticipato i tempi". A questo proposito, il commissario ha citato una serie di iniziative già avviate dall'Istituto che possono essere inquadrate nella cornice delle pari opportunità, come «la flessibilità oraria, il telelavoro, gli asili nido aziendali, la ludoteca di Torino per i figli dei dipendenti, i progetti di prevenzione e di comunicazione». De Felice ha sottolineato anche che «nell'attività dell'INAIL il concetto di pari opportunità è particolarmente esteso», indicando al ministro Fornero come esempio il progetto Superabile, «strumento di orientamento, consulenza, informazione e integrazione delle persone con disabilità». Dopo aver espresso la propria soddisfazione per l'adozione della Carta da parte dell'Istituto, il ministro Fornero ha precisato che "questo è solo l'inizio", perché "il nostro Paese in termini di cultura anti-discriminazione è ancora molto indietro sotto diversi profili, non solo rispetto alla discriminazione sul lavoro nei confronti delle donne. Ci sono forme pervasive di discriminazione che fanno ancora parte del nostro vivere quotidiano e questo è semplicemente inaccettabile. Occasioni come questa devono servirci anche per fare un esame di coscienza e renderci conto che il lavoro da fare, in modo più efficace di quanto è stato fatto finora, è ancora tanto". Raccontando dell'incontro avuto recentemente con una quindicina di ambasciatrici in Italia di vari Paesi, il ministro ha rivelato che "tra le domande che mi sono state poste con più insistenza, molte riguardavano proprio la condizione delle donne nel nostro Paese. Sentirsele rivolgere dalle rappresentanti di Paesi asiatici, africani e dell'Est europeo fa un po' specie e dimostra il nostro ritardo, che deve essere affrontato con maggiore determinazione". In particolare, secondo Fornero, è necessario "sgombrare la mente da tutta una stratificazione di culture ossificanti, che sono quelle che impediscono una vera parità tra uomo e donna, tra le persone che hanno una disabilità e chi non ce l'ha, e tra persone con diversi orientamenti sessuali. Solo in questo modo potremo dire di aver fatto dei significativi passi in avanti". Lanciata in Italia il 5 ottobre 2009, sulla scia del successo delle iniziative francese e tedesca, la Carta per le pari opportunità e l'uguaglianza sul lavoro fornisce un quadro di riferimento per guidare le imprese che la sottoscrivono volontariamente nella sua applicazione, attraverso impegni programmatici che sono basati sugli elementi chiave di programmi di cambiamento già sperimentati con successo. "La Carta - come precisato da Alessandra Servidori - è stata promossa dal Ministero del Lavoro, dalle Consigliere di parità, da Sodalitas e da una partnership autorevole di associazioni e ad oggi è stata sottoscritta da tutti i sindacati e da oltre 300 aziende pubbliche e private di grandi e piccole dimensioni, per oltre un milione di addetti". "L'alleanza con l'INAIL è stata immediata - ha spiegato la consigliera nazionale di Parità - e con l'avvocato Ninci abbiamo individuato una bussola di azioni concrete che abbiamo sviluppato: dall'attività di screening di prevenzione per le patologie al colon retto di tutti i dipendenti del Ministero alla nascita del Cug, dai percorsi di informazione sui luoghi di lavoro in dimensione di genere sulle novità introdotte dal testo unico 81/2008 alla possibile modifica del testo sull'assicurazione infortuni per le casalinghe". L'adozione di "una strategia nazionale in materia di affermazione dei diritti e di contrasto alle discriminazioni - ha aggiunto - costituisce una priorità per il governo". La Carta, infatti, "è divenuta parte integrante delle politiche per le pari opportunità e per il lavoro e nei provvedimenti della riforma in discussione in parlamento: i nuovi percorsi per l'apprendistato, i contratti di inserimento, i nuovi congedi parentali, i voucher per la conciliazione, la governance del percorso delle dimissioni". Per la presidente del Comitato Unico di Garanzia INAIL, Antonella Ninci, la sottoscrizione della Carta da parte dell'Istituto è motivo di "soddisfazione e orgoglio". La soddisfazione, ha spiegato, "deriva dall'aver raggiunto un traguardo che è sia un punto di arrivo sia un punto di inizio. Un punto di arrivo perché l'Istituto ha cominciato a operare per le pari opportunità più di vent'anni fa, ma anche un punto di partenza perché con l'adozione della Carta si ipotizza un impegno rinnovato, condiviso e ancora più deciso per il prossimo futuro. L'orgoglio deriva invece dall'appartenenza a un Istituto che ha nel suo dna i principi delle pari opportunità e del contrasto alle discriminazioni, che rientrano nella sua mission istituzionale di tutela globale della salute delle lavoratrici e dei lavoratori".



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