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INAIL: pari opportunità e welfare

Data: 27 set 2011

Il rispetto delle differenze di genere è - e rimane - tra gli argomenti principali "nell'agenda" dell'INAIL. A garantire un'attenzione forte e costante nei confronti di questo tema è stato il direttore generale dell'Istituto, Giuseppe Lucibello, intervenuto a conclusione dei lavori del convegno di Villa Lemmi, a Firenze. "Lo scorso settembre, proprio a Firenze, ho presenziato alla firma del Protocollo tra l'INAIL e la Regione Toscana sulla sicurezza in ottica di genere", ha affermato. "Si è trattato di un anno certamente proficuo e i primi risultati dell'attività di ricerca sulle differenze dei rischi lavorativi tra uomini e donne sono incoraggianti e confermano con pienezza quanto lo studio per la conoscenza, il monitoraggio e la risoluzione di queste problematiche siano obiettivi sempre più indispensabili e indifferibili". Lucibello ha espresso, dunque, la sensibilità dell'Istituto nei confronti di questa realtà d'intervento, a maggior ragione in un momento tanto delicato per l'Italia. "L'attuale fase congiunturale non può 'distrarre' in alcun modo da un ambito che - è doveroso riconoscerlo - anche in situazioni socio-economiche più favorevoli non si è mai affermato come un principio pienamente acquisito nel mondo del lavoro", ha aggiunto. "Per questo lo sforzo qualificante dell'INAIL consiste proprio nel mantenere attualità e interesse per la collettività verso politiche di prevenzione che declinino sotto questo aspetto fondamentale i diritti alla salute e alla sicurezza". Un percorso di sensibilizzazione nel quale "l'INAIL intende accompagnare, oltre che i lavoratori, anche le imprese" e nel quale "si manifesta quanto mai propizio il processo d'incorporazione nell'Istituto di Ispesl e Ipsema, quali enti portatori di rilevanti e significativi bacini di utenza e - per quanto riguarda in particolare l'Ispesl - di una tradizionale e specialistica competenza in materia di ricerca". Al contesto evolutivo di ampliamento della mission istituzionale oggi in corso - e che sta vedendo l'INAIL affermarsi a pieno titolo, col Polo della salute e sicurezza sul lavoro, come soggetto centrale del sistema del welfare - Lucibello ha ricondotto anche quell'importante passaggio del Dlgs 81/2008 (Testo unico sulla sicurezza sul lavoro) che contempla le diversità legate al genere proprio tra gli elementi più significativi di cui tenere conto nel processo di prevenzione e di valutazione dei rischi. "Esistono differenze tra uomini e donne che influiscono sulla loro salute e sicurezza al lavoro e l'adozione di un approccio 'neutro' contribuisce al perdurare di lacune sul piano delle conoscenze e ad avere un livello di prevenzione meno efficace", ha sostenuto. "Ora che sono state date anche le indicazioni normative non rimane che adoperarsi affinché i principi sanciti diventino, sempre più, bagaglio culturale e iniziative concrete". E se l'INAIL ha orientato già da tempo la propria attività sul rispetto di questo approccio - a partire dalla realizzazione della banca dati degli infortuni e delle malattie professionali "al femminile" - "non resta adesso che accelerare questo processo, avendo a disposizione uno strumento in più". Ecco, allora, che il progetto "Salute e sicurezza sul lavoro, una questione anche di genere" si definisce nella sua pienezza di "immediata risposta mirata e funzionale". "Si tratta di un importante passo avanti per la ricerca, lo studio e l'analisi dei processi lavorativi e delle situazioni organizzative, nonché per l'individuazione d'indicatori di rischio in ottica di genere. E, quindi, strumento importante per l'operatività quotidiana", ha concluso Lucibello. "Come INAIL siamo pronti a promuovere nuove misure a tutela dei lavoratori/lavoratrici rispettose di questo approccio. Perché un welfare delle opportunità è quello fondato sulla reale 'presa in carico' della persona attraverso un'ampia rete di servizi e di operatori - indifferentemente pubblici o privati - che offrono, in ragione di precisi standard di qualità ed efficienza validi per tutto il territorio nazionale, non solo semplici servizi sociali e prestazioni assistenziali, ma anche la promessa di un miglioramento della vita quotidiana". Ripensare la prevenzione degli incidenti sul lavoro in un'ottica di genere, rilevando le differenze tra uomini e donne nell'esposizione ai rischi, dalle malattie professionali agli infortuni. È questo l'obiettivo del progetto "Salute e sicurezza, una questione anche di genere", presentato al convegno da Antonella Ninci presidente del Cug (Comitato unico di garanzia) INAIL e coordinatrice dell'iniziativa. L'obiettivo: offrire un contributo scientifico alla cultura della sicurezza, evidenziando le specificità - maschili e femminili - rispetto ai pericoli che normalmente si corrono nel mondo del lavoro. "Finora il lavoratore è sempre stato considerato in maniera neutrale, come una persona media generalmente di sesso maschile. Con l'articolo 28 del decreto 81/2008, il rischio di genere è entrato nella normativa. Quindi adesso è un obbligo di legge individuare le differenze nell'esposizione ai rischi", spiega Ninci. Secondo la presidente del Cug questo progetto è fondamentale soprattutto per le lavoratrici, che attraversano cicli di vita diversi ( maternità, menopausa etc.) e devono spesso conciliare tempi di vita e lavoro. In questo senso si intende creare, dunque, una metodologia e un approccio per far fronte alle diverse situazioni. Il progetto è partito in via sperimentale in Toscana, ma il presupposto è definire un "modello", così da replicare l'esperienza su tutta la penisola. "Siamo partiti su base regionale, attraverso un'analisi della nostra banca dati, in cui ci sono già elementi per individuare indicatori di rischio", continua Ninci. "Il progetto coinvolge figure professionali interne vecchi e nuove, grazie all'incorporazione di Ispesl e Ipsema. Vogliamo individuare delle linee guida per i diversi settori produttivi, supportate da scienza e conoscenza". Il progetto ha interessato nella sua prima fase due settori: il tessile e l'alimentare, dove la presenza di lavoratori e lavoratrici è abbastanza omogenea. Nel corso del convegno sono stati presentati anche i primi quaderni tematici della Rivista degli infortuni e delle malattie professionali, dedicati proprio alla prevenzione di genere. "Questa è la prima uscita di una lunga serie", aggiunge Ninci. "In questi primi numeri il fenomeno è affrontato in termini generali, ma nelle prossime pubblicazioni entreremo nel cuore del problema". Tra gli argomenti del primo numero un approfondimento sul mondo del lavoro in Toscana, un'analisi delle differenze tra donne e uomini in relazione ai rischi e un focus sulla discriminazione di genere.



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