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Indagine conoscitiva - Condizioni sociali delle famiglie: documento conclusivo

A conclusione della indagine conoscitiva sulle condizioni sociali delle famiglie in Italia, la Commissione affari sociali della Camera ha approvato un lungo e articolato documento conclusivo. Al momento del voto, i deputati di FI hanno lasciato l’aula mentre l’UDC ha espresso voto contrario. Tra i possibili interventi per migliorare il sostegno alle famiglie individuati nel documento, si segnalano: • investire su un percorso di sviluppo e di potenziamento di un sistema di welfare, che non solo impedisca di far ricadere esclusivamente sulle famiglie e sulle donne il peso della risposta ai problemi e alle criticità evidenziate, ma che sappia garantire diritti e sollecitare responsabilità, in un logica di promozione autentica della persona e dei contesti sociali e familiari; • favorire interventi legislativi strutturali che comprendano un mix di strumenti (fatto di servizi alle persone, interventi e agevolazioni fiscali, trasferimenti monetari, insieme alla buona occupazione, in particolare femminile, e alla conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e familiare) che garantisca un reale sostegno alle responsabilità familiari; • realizzare politiche ed interventi che non discriminino né le persone, né i legami familiari, con misure che promuovano la crescita della responsabilità e della solidarietà; • riconoscere l'importanza della funzione educativa degli adulti e il ruolo sociale della famiglia, il valore formativo delle relazioni fra le persone; riconoscere e rispettare i diritti e le differenze di cui è portatore ciascun componente della famiglia, comprese quelle connesse alle diverse stagioni della vita; favorire le pari opportunità tra i sessi; stimolare le relazioni familiari e favorire la cooperazione, il mutuo aiuto e l'associarsi delle famiglie per realizzare obiettivi comuni; • forti investimenti nella cura dei bambini, nel sostegno delle loro capacità cognitive nelle prime fasi della vita, nel sistema scolastico e formativo, nel sostegno al lavoro delle madri e nei servizi socio-educativi per i bambini da zero a sei anni di età, nella funzione educativa dei genitori, nella conciliazione fra tempi di lavoro e tempi di vita; • sostenere il desiderio di maternità e di paternità, con la rimozione degli ostacoli materiali e culturali che si frappongono alla libera scelta di avere figli, e la estensione alle donne che ancora non ne hanno diritto dei vari istituti riguardanti la tutela della maternità (in particolare per le lavoratrici con contratti atipici e discontinui e quelle del comparto del lavoro domestico e familiare); • agevolare ed estendere le forme di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e familiare, anche per evitare che una parte consistente di donne abbandoni il lavoro dopo la nascita di un figlio e per incentivare gli uomini; • sostenere i genitori nella crescita e nella cura dei figli, in particolare sul piano dei costi economici, intervenendo con strumenti e agevolazioni fiscali più rapportate alla numerosità della famiglia, con erogazioni monetarie adeguate e continuative, con l'attivazione ed il potenziamento della rete dei servizi, con particolare riferimento ai minori da zero a sei anni; • attribuire maggiori risorse a tutti i canali di finanziamento esistenti sulla base della vigente legislazione (tra i quali si ricordano il Fondo per le politiche sociali, il Fondo per le politiche della famiglia, istituito dalla legge 296/2006, e il Fondo per la non autosufficienza, il Fondo per l'infanzia e l'adolescenza istituito dalla legge 285/97, i finanziamenti per il Piano di sviluppo dei servizi socio-educativi, il Fondo per la lotta alla droga previsto dalla legge 309/90); • ipotizzare la stabilizzazione del reddito minimo di inserimento, quale sostegno permanente alle famiglie in situazioni di difficoltà economica; • promuovere e valorizzare la funzione delle associazioni e delle organizzazioni del privato sociale, attraverso una progressiva integrazione dei servizi e delle prestazioni erogate nelle forma previste dalle convenzioni locali, secondo il principio di sussidarietà e sotto la responsabilità dei comuni.



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