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Influenza sociale

Data: 23 nov 2016

Si parla di influenza sociale quando un soggetto A (individuale o collettivo) riesce, in modo deliberato o meno, a modificare sentimenti, opinioni, giudizi, atteggiamenti e comportamenti di un altro soggetto B (individuale o collettivo). L'influenza esercitata da A (che chiamiamo "agente di influenza") non si basa necessariamente su messaggi espliciti e argomentazioni a sostegno di una data tesi (come nelle strategie di persuasione razionale), né sul ricorso palese a strumenti di coercizione o a promesse di compenso (ricorso al potere sanzionatorio),  perché nei processi di influenza possono intervenire anche molteplici altri strumenti e risorse quali: immagini, narrazioni, forme di attrazione psicologica, fiducia, prestigio, vision, proposte di valori, ideali, ecc. Sotto questo profilo, ogni processo di influenza sociale si presenta come fenomeno complesso.

Lo studio della influenza sociale concerne massimamente la sociologia dei gruppi e la psicologia sociale, specie nello studio dei rapporti tra individuo e gruppo di appartenenza.
Interessa in particolare comprendere come B (oggetto di influenza) modifica le proprie opinioni in virtù dell'influenza esercitata da A. Nelle elaborazioni fatte a questo riguardo da Herbert C. Kelman si distinguono tre esiti del processo di influenza, che differiscono per intensità e persistenza del cambiamento indotto: sono chiamati rispettivamente compiacenza, identificazione, interiorizzazione 1.

Parliamo di compiacenza (o accondiscendenza) quando B accetta l'influenza di A perché spera di ottenere una reazione favorevole da parte di A stesso. Egli può essere interessato ad ottenere determinate ricompense o ad evitare alcune specifiche punizioni che l'agente di influenza controlla.  B non adotta o fa proprio il comportamento indotto - per esempio sostenere una specifica opinione - perché crede nel suo contenuto, ma perché esso è un mezzo per produrre una situazione sociale per lui soddisfacente. Ciò che egli impara, essenzialmente, è dire o fare le cose che ci si aspetta da lui nelle varie situazioni in modo da accondiscendere all'agente gi influenza, indipendentemente da quali possano essere le sue credenze private.

Diciamo che vi è identificazione quando B adotta un comportamento derivato da A perché tale comportamento è associato ad una relazione con A che fornisce a B una soddisfacente definizione del Sé, vale a dire una relazione di ruolo che viene a costituire una parte della propria identità e della propria  immagine. Accettare l'influenza tramite l'identificazione quindi è un mezzo per stabilire o mantenere la relazione desiderata con A e la definizione del Sè che è costruita attraverso questo specifico rapporto. In questo modo si opera a vantaggio di B un rinforzo della propria autostima. La identificazione rappresenta una fase intermedia nella maturazione delle motivazioni che stanno alla base della influenza sociale.

Infine diciamo che vi è interiorizzazione quando B accetta l'influenza di A poiché il comportamento indotto è percepito come congruente con il proprio sistema di valori e congeniale allo sviluppo della propria identità. In questo caso è il contenuto del comportamento indotto a costituire intrinsecamente una ricompensa (motivatore intrinseco). L'individuo adotta tale comportamento perché lo trova utile per affrontare una data situazione, oppure perché esso è congeniale ai propri bisogni e disposizioni comportamentali, oppure perché esso è prescritto dai propri principi; in breve perché egli ritiene che tale comportamento contribuisca alla messa in atto dei propri valori.

Analisi come quella di Kelman assieme agli sviluppi successivi della disciplina, hanno interessato particolarmente gli studi sulla competizione politica e sulle forme di creazione di consenso che si possono adottare all'interno di tale competizione.
In un altro campo, quello degli studi organizzativi l'attenzione ai processi di influenza sociale interviene nello studio di molteplici processi In primis nello studio delle modalità di esercizio della leadership 2, ed anche nell'analisi dei processi di "socializzazione" dei nuovi membri di una organizzazione 3, e nello studio della implementazione dei progetti di cambiamento organizzativo (compreso il ruolo che in essi può giocare la formazione) 4.

 

1 H. C. Kelman, “Processes of Opinion Change”, in The Public Opinion Quarterly 1(1971) p. 57-78

2 La leadership può essere definita come un processo di influenza socialefinalizzato a produrre un cambiamento nelle attitudininei pensieri, nei comportamenti e nelle performance di individui, gruppi e organizzazioni, in modo da dirigerli verso il raggiungimento di specifici obiettivi

3 Vedasi sul portale Macoaurelio l'articolo Gestire la socializzazione organizzativa - prima parte

4 Vedasi sul portale Macoaurelio l'articolo La gestione del cambiamento come ''gioco dell’implementazione''




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