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Interno: Droga, il bilancio 2015 dei Servizi Antidroga

È stata pubblicata dalla Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) la Relazione annuale 2015. Un bilancio delle attività e dei risultati conseguiti dalle Forze di Polizia nell’azione di contrasto al traffico delle sostanze stupefacenti. Un quadro nel complesso rimasto invariato rispetto allo scorso anno che rivela il ruolo egemone della ‘ndrangheta calabrese – leader a livello mondiale nella commercializzazione della cocaina - seguita dalla camorra e dalla criminalità organizzata pugliese. A queste organizzazioni si aggiungono le compagini criminali marocchine in grado di gestire il traffico di hashish proveniente dal Nord Africa attraverso le capillari reti di distribuzione attive su tutto territorio italiano. L’esame del narcotraffico rileva un'ulteriore evoluzione legata al traffico illecito di sostanze stupefacenti: insieme ai vettori marittimi, velivoli leggeri e ultraleggeri sfruttano piste di decollo clandestine realizzate al di là dell’Adriatico, trasportando dall’Albania al nostro Paese grandi quantitativi di cannabis. Tra le azioni di contrasto delle Forze di polizia, particolare rilevanza ha assunto quella contro i cyber trafficanti, un fenomeno criminale in piena espansione nel “territorio virtuale” rappresentato dalla rete Internet, nella sua dimensione open e nell’area oscura (deep web). Per contrastare sempre più efficacemente la minaccia del crimine organizzato è necessario, quindi, potenziare le capacità investigative e di analisi per individuare i flussi finanziari che supportano il narcotraffico e i suoi profitti. Queste enormi disponibilità di denaro sono introdotte, poi, nei circuiti dell’economia legale o vengono destinate ad alimentare il terrorismo internazionale e la corruzione. L'Italia, con la sua normativa all’avanguardia e con le sue prassi operative, è senz’altro tra quelli più attrezzati nel contrasto al narcotraffico e a cui gli altri Stati guardano da tempo con grande interesse.



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