Indietro

Interno: Riunito Comitato nazionale ordine e sicurezza pubblica

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presieduto al Viminale, una riunione del Comitato Nazionale dell’Ordine e la Sicurezza Pubblica alla quale hanno partecipato il Viceministro, Filippo Bubbico, il Capo di gabinetto, Luciana Lamorgese, i vertici nazionali delle Forze di polizia e dei servizi di Intelligence e il Capo di Stato maggiore della Difesa, Binelli Mantelli. Nel corso della riunione il Comitato ha fatto il punto sullo stato della sicurezza del Paese, confermando la necessità di tenere alto il livello di attenzione. Il Comitato ha poi espresso parere favorevole sulle modalità di attuazione, fino al 30 giugno 2015, del piano di impiego del contingente di 4.800 militari, appartenenti alla Forze Armate, nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili che assicureranno la prosecuzione dell’Operazione “Strade Sicure” anche per le esigenze di contrasto al terrorismo. Libia: «In Italia chi prega ha il diritto di pregare e di dire che sta dalla parte della legge italiana e delle forze dell'ordine, di chi rischia la propria vita per difendere quella degli altri. Distinguere tra chi prega e chi spara è un tema essenziale». Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano a Washington nel corso del vertice al Dipartimento di Stato convocato per il contrasto dell'estremismo violento. Alfano è poi intervenuto sulla questione Libia: «saremo sollecitatori di un'azione dell'Onu, ha spiegato il ministro, perché l'Italia non ha nessuna intenzione di muoversi sganciata da un quadro Onu. Però, l’evoluzione rapida degli eventi libici giustifica e necessita la stessa velocità da parte degli organismi multilaterali internazionali». «Siamo convinti che la comunità internazionale debba mettere al top della propria agenda la questione della Libia, dove c'è un fuoco acceso. Prima che l'incendio divampi e sia contagioso occorre che la comunità intervenga». Non esiste un Paese a rischio zero, ha poi proseguito Alfano, «ed il livello di imprevedibilità di eventi come quelli di Parigi o Copenaghen è elevatissimo. I foreign fighters - ha aggiunto - sono il principale rischio per l'occidente, così come il fenomeno della radicalizzazione sul web. Il nostro lavoro è prevenire e scambiare informazioni. Un lavoro che fin qui ha dato risultati». «Noi abbiamo un livello di controllo notevole, ha concluso il ministro, prendiamo le impronte digitali, facciamo tutto quello che c'è da fare all'ingresso». Il ministro dell'Interno ha infine annunciato che è stato convocato un incontro il prossimo 23 febbraio con le principali comunità e associazioni islamiche presenti in Italia. Al termine del vertice Alfano ha incontrato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon.



Nessun commento. Vuoi essere il primo.