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Interno: sindaci e Forze dell'ordine per sicurezza partecipata

«Nell'emanare le ordinanze il sindaco è un ufficiale di governo e può disporre delle forze dell'ordine per creare un sistema di sicurezza partecipata». Parte da questo presupposto il ministro dell'Interno Roberto Maroni - che questa a Parma ha incontrato i sindaci firmatari della 'Carta per la sicurezza urbana' detta anche 'Carta di Parma' - per sottolineare l'importanza del concorso di tutte le Forze dell'ordine nel garantire l'attuazione delle ordinanze emesse dai sindaci in veste di autorità locali di pubblica sicurezza. Insomma, il rispetto delle ordinanze dei sindaci in materia deve essere garantito da tutte le Forze di polizia, non solo dalla Polizia locale. A rafforzare il concetto, il ministro ha annunciato una circolare interna a prefetti e questori per approfondire l'ambito del potere sindacale di ordinanza in tema di sicurezza urbana potenziato dal decreto 5 agosto 2008 - parte del 'pacchetto sicurezza' - e il ruolo del sindaco in questo campo. Tra le decisioni prese, c'è anche la prossima istituzione al Viminale di un Osservatorio tecnico per monitorare eventuali problemi di legittimità legati alle singole ordinanze sulla sicurezza. Che fino ad oggi, a partire dal decreto 2008, sono state 1.297. Il segno di una «collaborazione molto stretta con i sindaci che ha portato a buoni risultati in termini di sicurezza urbana», confermati, secondo Maroni, dalla diminuzione del 13% di reati come scippi, furti e rapine nel biennio 2008-2009. Oltretutto oggi, ha ricordato il ministro, i sindaci possono adottare non solo «misure per contrastare la criminalità, ma anche misure di prevenzione contro il degrado sociale». Il Tavolo di Parma diventerà una consulta permanente che dovrebbe riunirsi 2 volte all'anno.



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