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Interno: termina la ricerca Transcrime finanziata dal Pon Sicurezza

Dove investono le mafie? A quanto ammontano i ricavi delle attività illegali? In quali territori investono i loro proventi? Sono alcune delle domande alle quali cerca di dare delle risposte il progetto ‘Quali beni, quali mafie, per quale utilizzo?’, finanziato dal Pon Sicurezza e realizzato dal Centro interuniversitario Transcrime dell’università Cattolica di Milano, che si conclude presso la sala Dalla Chiesa della prefettura di Palermo. Presente il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, il vicecapo vicario della polizia Alessandro Marangoni e l'autorità di gestione del Pon Sicurezza Emanuela Garroni. Il progetto, che rientra nell’obiettivo operativo 2.5 del programma ‘Migliorare la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata’, è il primo realizzato sulla materia sia in Italia che in Europa e parte dall’assunto che l’individuazione e il controllo delle aree e degli interessi di investimento da parte delle mafie contribuisce a potenziare in modo incisivo l’azione di contrasto alle stesse. E proprio dalla Sicilia, regione nella quale è presente il più alto numero di beni confiscati, arrivano risposte su come intercettare gli investimenti della criminalità con l’obiettivo di reinserire i beni confiscati nel circuito produttivo legale. «Dati importanti», secondo Bubbico, quelli emersi dallo studio, «su cui bisogna riflettere». In Italia, infatti, ha evidenziato il viceministro dell'Interno, c'è un impianto legislativo «che consente all'Italia di realizzare importanti risultati nel contrasto alla criminalità organizzata». Ma le mafie si evolvono, prosegue il ragionamento di Bubbico, «per questo dobbiamo dare risposte adeguate, che ci vengono consentite dalla conoscenza offerta da rapporti come questo». Questi in sintesi i risultati raggiunti dal Pon Sicurezza: 69 progetti di recupero a fini sociali dei beni confiscati finanziati, 17 in Campania, 10 in Calabria, 14 in Puglia, 28 in Sicilia. Su questi beni, una volta riqualificati, è prevista tra le altre cose la realizzazione di Centri di aggregazione giovanile, Centri di accoglienza e servizi alla persona, aziende agricole e strutture ricettive.



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