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Interno: tracciabilità furti di rame

In Italia i furti di rame nel 2016 sono diminuiti del 41,7%. Seppure si tratti di un dato non ancora stabilizzato statisticamente, è in grado di restituire sinteticamente il risultato dell'adozione della strategia tracciata dalle linee guida del workshop internazionale "Network Against Copper Thefts", che prevedeva l'azione tra istituzioni pubbliche e private nazionali e gli organismi internazionali, secondo il principio della cosiddetta "sicurezza partecipata". E' quanto evidenziato nella riunione dell'Osservatorio Nazionale sui Furti di Rame, presieduto dal vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, Antonino Cufalo, a cui partecipano le Forze di polizia, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Confindustria, Ferrovie dello Stato Italiane, Enel, Telecom Italia, Vodafone Italia, laWind Tre e le Federazione nazionale imprese elettrotecniche e elettroniche (Anie). La collaborazione pubblico-privato, con la condivisione dei dati si è rivelata fondamentale nell'opera di prevenzione e contrasto dei furti del metallo, così come essenziale è è risultata la sua tracciabilità finanziaria e fisica. La sottrazione di quello che viene definito "l'oro rosso" è si è rivelata spesso responsabile di interruzione di pubblici servizi essenziali come l'erogazione di energia elettrica, delle telecomunicazioni o del trasporto ferroviario, con gravi danni per la collettività.



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