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Interventi al Convegno 'Roma, quali strumenti per il governo della Capitale? Dialogo tra esperti e istituzioni' Roma, 10 ottobre 2017

Data: 23 gen 2018


Perché  discutere  ancora  sullo  strumento  di  governo  di  Roma  Capitale?  Perché  è  evidente  che,  al  di  là delle difficoltà di questa o quella amministrazione, il principale problema di Roma è l'inadeguatezza degli strumenti  istituzionali,  che  ci  spinge  ogni  volta  a  riprendere  in  considerazione  il  tema  di  Roma  come Regione a statuto speciale, il tema di forme di governatorato (quando si sono evocati i commissariamenti si pensava a forme di governatorato), il tema di una legge per Roma.Punto di riferimento di una discussione sugli strumenti di governo per Roma Capitaleè oggi l’art. 114 della Costituzione. Roma è la Capitale della Repubblica (finalmente, perché nel 1947 non si era voluto introdurre questa previsione) e una legge statale ne può disciplinare l’ordinamento.

Ciò a mio giudizio esclude la Regione a statuto speciale: non possiamo moltiplicare questo strumento, che in realtà appare già superato anche per le altre realtà esistenti, tranne forse la Sicilia e il Trentino-Alto Adige, giacché le altre  hanno  ormai  ordinamenti  assimilabili  alle  Regioni  ordinarie;  d'altra  parte,  abbiamo  lo  strumento dell’art. 116 che ben può permettere di avvicinare le Regioni ordinarie a quelle speciali. Ma soprattutto va rimessa  in  piedi  una  discussione  sui  poteri  delle  regioni,  drammaticamente  abortita  nella  vicenda referendaria: è chiaro infatti che l’attuale art. 117 non regge più sotto diversi profili.

Per quanto riguarda l'attuazione dell’art. 114, la politica ha purtroppo perso due enormi occasioni negli ultimi dieci anni: la legge del 2009 sul federalismo fiscale, fra le tante cose poi non andate in porto che prevedeva, all’art. 24 conteneva un inizio di disciplina di Roma capitale. Aveva un suo disegno territoriale, su cui tornerò più avanti, ma da lì si poteva iniziare a lavorare su Roma capitale. Infatti, dopo la legge, vi fu un grande attività di ricerca e di analisi, che portò addirittura alla preparazione di un testo che veniva chiamato “TURC” (Testo Unico di Roma Capitale), che circolò.  nelle amministrazioni attraverso un vero e proprio dossier che conteneva un primo schema di articolazione normativa.

Il testo si fermò non per l’opposizione del governo centrale, ma per lo scontro tra il Sindaco ed il Presidente della Regione allora in carica, perché la Presidente della Regione si oppose all’idea che fosse lo Stato a dare competenze a Roma  capitale,  pretendendo  invece  che  nelle  materie  di  competenza  regionale  fosse  una  legge  della regione Lazio. Ma non era pensabile che il disegno unitario di una disciplina di Roma Capitale venisse spezzettato tra decreti legislativi statali e leggi regionali. E il progetto morì su questo scontro tra i due esponenti dei vertici comunale e regionale...

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