La gestione della sicurezza antincendio secondo il nuovo codice

Data: 02 feb 2016

Alla gestione della sicurezza antincendio (GSA) – una misura antincendio organizzativa e gestionale che deve garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza dell'attività in caso di incendio - è dedicato un capitolo del documento “Norme tecniche di prevenzione incendi” allegato al nuovo “ Codice di prevenzione Incendi”, il  Decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139” (entrato in vigore il  18 novembre 2015).
 
PuntoSicuro si è già soffermato su questo capitolo presentando i ruoli di progettista e responsabile dell'attività e affrontando il tema della progettazione della gestione della sicurezza.
Oggi presentiamo invece le indicazioni relative alla gestione della sicurezza nell'attività in esercizio.
 
Dopo aver ricordato che una corretta gestione della sicurezza antincendio durante l'esercizio dell'attività  “contribuisce all'efficacia delle altre misure antincendio adottate”, il Codice indica che tale gestione della sicurezza deve prevedere almeno:
- “la riduzione della probabilità di insorgenza di un incendio e la riduzione dei suoi effetti, adottando misure di prevenzione incendi, buona pratica nell'esercizio, manutenzione, ed inoltre: informazioni per la salvaguardia degli occupanti; se si tratta di attività lavorativa, formazione ed informazione del personale” (secondo quanto riportato nel paragrafo S.5.6.1 dell’allegato);
- “il controllo e manutenzione di impianti e attrezzature antincendio” (secondo quanto riportato nei paragrafi S.5.6.2, S.5.6.3 e S.5.6.4 dell’allegato);
- “la preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite l'elaborazione della pianificazione d'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche” (secondo quanto riportato nel paragrafo S.5.6.5 dell’allegato).
 
Inoltre in relazione alla prevenzione degli incendi, la riduzione della probabilità di incendio deve essere “svolta in funzione delle risultanze dell'analisi del rischio incendio condotta durante la fase progettuale”. E si riportano, “a titolo esemplificativo, alcune azioni elementari per la prevenzione degli incendi:
- pulizia dei luoghi ed ordine ai fini della riduzione sostanziale: della probabilità di innesco di incendi (es. riduzione delle polveri, dei materiali stoccati scorrettamente o al di fuori dei locali deputati, ...); della velocità di crescita dei focolari (es. la stessa quantità di carta correttamente archiviata in armadi metallici riduce la velocità di propagazione dell'incendio);
- verifica della disponibilità di vie d'esodo sgombre e sicuramente fruibili;
- verifica della corretta chiusura delle porte tagliafuoco nei varchi tra compartimenti;
- riduzione degli inneschi”. Una nota nel documento indica che “siano identificate e controllate le potenziali sorgenti di innesco (es. uso di fiamme libere non autorizzato, fumo in aree ove sia vietato, apparecchiature elettriche malfunzionanti o impropriamente impiegate, ...)”;
- riduzione del carico di incendio.  Una nota ricorda che “le conseguenze di un eventuale incendio possono essere ridotte limitando le quantità di materiali combustibili presenti nell'attività al minimo indispensabile per l'esercizio”;
- “sostituzione di materiali combustibili con velocità di propagazione dell'incendio rapida, con altri con velocità d'incendio più lenta”. Una nota segnala che “a parità di qualità dei fumi prodotti, ciò consente di allungare il tempo disponibile per l'esodo degli occupanti”;
- “controllo e manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini antincendi;
- contrasto degli incendi dolosi, migliorando il controllo degli accessi e la sorveglianza, s



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