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La risorsa informativa: il termometro dell’organizzazione

Data: 27 giu 2016

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Viviamo nell’era della comunicazione, ma mai, quanto adesso rischiamo di non avere le conoscenze di cui abbiamo bisogno. Già Mcluhan, a proposito dei flussi comunicativi evidenziava il rischio contemporaneo di essere disinformati per eccesso di notizie. La bulimia informativa non fa bene alla conoscenza e genera l’effetto perverso della superficialità: pretendiamo di essere al corrente su ogni cosa, proveniente da ogni parte del mondo, ma siamo incapaci di conoscere gli eventi nel dettaglio e di averne una contezza reale e veritiera. Viviamo, cioè, di informazioni superficiali sulle quali costruiamo presunzioni, prese di posizione, e perfino conflitti che non hanno il valore del confronto di ideali o di contenuti, ma sono esclusivamente “scontri personali” che si fondano su convincimenti.
Se analizziamo i confronti che ci vengono somministrati nei media ci accorgiamo che partono da assunti contrapposti e proseguono, mantenendo posizioni contrapposte, senza mai andare alla ricerca del vero, ma soltanto alla imposizione di una verità “su un’altra”.

L’informazione superficiale che non si cura di ricercare la verità, è il sintomo di una relazione che si fonda sulla prevaricazione, dove non è vero ciò che è reale, ma soltanto ciò che è funzionale e conviene. Questo scenario che soltanto qualche tempo fa sembrava irrazionale è diventato il luogo ordinario del confronto nel contesto sociale in cui viviamo.
Ogni organizzazione si alimenta di informazioni, ha bisogno di conoscere i valori sui quali si fonda, deve essere messa al corrente delle azioni che deve intraprendere, deve essere organizzata in base a ruoli definiti, deve essere messa in grado di conoscere lo stato di avanzamento dei progetti che persegue. Tutte queste informazioni sono necessarie, anzi indispensabili, per garantire a ogni organizzazione sia la identità (la posizione), sia lo stato di salute, sia (soprattutto) il percorso verso cui si deve dirigere.

Le informazioni, inoltre, avendo una funzione “trasmissiva” (oltre che conservativa) esercitano un ruolo importante sul fronte dei valori, cioè delle priorità da perseguire. I valori esprimono i riferimenti, palesi od occulti, non servono soltanto a definire ciò che conta, ma hanno lo scopo di rafforzare ciò che è “utile” e soprattutto di isolare ciò che è “dannoso”. E’ l’informazione che rivela i comportamenti congruenti e l’efficacia delle scelte, così come rivela le inerzie o le azioni che possano avere arrecato danno.
L’informazione è una risorsa straordinaria da cui dipende l’esistenza e l’efficacia di una organizzazione. Tuttavia è l’aspetto sul quale si registrano le maggiori criticità perché la condivisione delle informazioni ha l’effetto di realizzare la “consapevolezza organizzativa”, cioè della diffusione delle conoscenze utili a conoscere lo stato dell’organizzazione, evidenziando lo stato di salute del contesto e il corretto esercizio dei ruoli. 

Le caratteristiche essenziali dell’informazione sono: la pertinenza, l’attendibilità, la veridicità, la completezza, l’accessibilità e la coerenza. Quando manca uno di questi elementi si registra un deficit informativo che compromette, non soltanto il funzionamento del sistema, ma anche il legame tra le persone che lo compongono.
Lo stato dell’informazione e delle sue caratteristiche è il termometro dello stato di salute di un contesto organizzativo e ne rivela il grado di benessere, cioè di interazione consapevole e funzionale.
Non possiamo nascondere, tuttavia, che l’esigenza di un corretto flusso informativo non sempre è condivisa. Non sono rari i casi (anche tra i vertici amministrativi e politici) di soggetti che intendono l’informazione come un “patrimonio personale” da escludere dalla condivisione con gli altri colleghi o persino da utilizzare come strumento di “rendita di posizione”. E vi sono anche casi di utilizzo distorto delle informazioni in contrasto con i fini istituzionali.

Lo stato dell’informazione rappresenta il “termometro” dell’organizzazione: un sistema “sano” investe nella trasparenza e nella condivisione, proprio allo scopo di consolidare ruoli e funzioni per il perseguimento dei fini istituzionali.

Autore: Santo Fabiano



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