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La valutazione del rischio e della formazione per i lavoratori che svolgono più mansioni: due interessanti pareri della Commissione interpelli

Data: 17 feb 2016

Con il primo parere la Commissione interpelli interessata dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per conoscere se – si riporta integralmente la richiesta - … in merito alla formazione prevista dall’art. 37 del d.lgs. n. 81/2008, nonché alla valutazione dei rischi specifici del­le mansioni, nel caso in cui un lavoratore in possesso di formazio­ne per lo svolgimento di una determinata attività venga adibito allo svolgimento di particolari mansioni, che tradizionalmente, e anche in base alla classificazione ISTA-T-ISFOL, costituiscono compiti o attività specifiche ricompresi nell’attività principale per la quale è stata erogata la formazione stessa… ”, l’organo di consultazione, nella premessa alla sua risposta, precisa che: la valutazione redatta dal datore di lavo­ro deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavorator.
Nel documento redatto a conclusione della va­lutazione devono essere individuate le mansioni che eventual­mente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento… la formazione non può mai essere sostitutiva dell’addestramento… i contenuti e la durata della formazione in base all’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 costituiscono “un percorso minimo e, tuttavia, sufficiente rispetto al dato normativo, salvo che esso non debba essere integrato tenendo conto di quanto emerso dalla valutazione dei rischi o nei casi previsti dalla legge (si pensi all’introduzione di nuove procedure di lavoro o nuove attrezzature).
 
La Commissione poi conclude fornendo una serie di indica­zioni puntuali:
1) Il DVR (documento di valutazione dei rischi) deve con­tenere la puntuale individuazione di tutti i rischi concre­tamente connessi al lavoro da svolgere e non può riferirsi astrattamente alla mansione attribuita al lavoratore
2)L’adeguatezza della formazione per ciascun lavoratore è correlata alla valutazione dei rischi e deve essere periodica­mente ripetuta in relazione all’evoluzione o all’insorgenza di nuovi rischi
3) Fatto salvo l’obbligo di frequenza a corsi specifici o aggiun­tivi (ove previsto da norme specifiche), se un lavoratore in possesso di formazione per lo svolgimento di una deter­minata attività venga adibito allo svolgimento di singole particolari mansioni, ricomprese nell’attività principale per la quale è stata erogata la formazione, la stessa può essere riconosciuta valida solo se all’interno del percor­so formativo i rischi specifici, relativi a quelle particolari mansioni (ad es. nel caso citato la gestione del traffico veico­lare),sono stati adeguatamente trattati.
4) Infine, se i compiti affidati ad un lavoratore lo espon­gono a rischi diversi ed ulteriori rispetto a quelli già og­getto di valutazione e formazione, si rendono necessarie sia una nuova valutazione che una corretta formazione integrativa.

Come si può vedere, le indicazioni fornite dalla Commissio­ne sono molto chiare ed esplicite e non lasciano campo alcu­no a riduttive interpretazioni di comodo.

Con il secondo parere la Commissione inoltre, sulla base dei contenuti formativi previsti dai differenti Accordi (Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 per RSPP e ASPP e Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 per lavoratori e datori di lavoro che intendono svolgere i compiti del servizio di prevenzione e protezione), ha ritenuto che la formazione erogata ai docenti, per lo  svolgimento dei compiti di RSPP e ASPP in conformità alle previsioni dell'Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, sia superiore e quindi comprensiva, per contenuti e durata, a quella da erogare ai lavoratori ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008.

Inoltre la formazione degli RSPP e ASPP, anche se con contenuto formativo differente rispetto a quello previsto per i preposti e/o dirigenti nell'accordo Stato-Regioni di cui sopra, garantisce sicuramente, secondo la Commissione, una formazione "adeguata e spec!fica", come previsto dall'art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008 per preposti e dirigenti, in quanto rispondendo a criteri formativi più approfonditi sia di carattere normativo che scientifico, è da considerarsi esaustiva e ridondante rispetto a quella prevista per i lavoratori e per i preposti.

Pertanto il docente nominato RSPP, sebbene lavoratore, è  una persona che ha ricevuto una formazione "sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza".

Sembrerebbe quindi - a parere della Commissione - che i docenti che hanno partecipato ai corsi di formazione previsti per gli RSPP ai sensi dell' art. 32 del D.Lgs. n. 81/2008, non debbano  sottoporsi ai corsi di formazione previsti per i lavoratori e i preposti dall'art. 37 del citato decreto.
Occorre però rilevare che la Commissione precisa che le proprie considerazioni valgono solo qualora il docente svolga le funzioni o  di RSPP o di ASPP o, comunque, risulti essere ancora in possesso dei requisiti necessari per svolgere tali funzioni. In definitiva il dirigente scolastico dovrebbe obbligare alla formazione per lavoratori e preposti i docenti RSPP o ASPP  che hanno perso i requisiti necessari a far parte del servizio.

La Commissione conclude dicendo che "la formazione è  quindi valida, relativamente a quella prevista per i lavoratori e per i preposti, ma dovrà  comunque essere integrata rispetto ad ulteriori eventuali aspetti specifici scaturiti dalla valutazione dei rischi" .

Tale conclusione non esonera quindi il dirigente scolastico dalle responsabilità relative all’obbligo della formazione del personale del SPP  in quanto egli deve valutare, sotto la propria responsabilità,  la eventuale formazione integrativa da somministrare in funzione della valutazione dei rischi.
Si ritiene quindi di confermare l’opinione già espressa in altre occasioni.

Chi ha i titoli per far parte del SPP può essere sicuramente esonerato dalla formazione generale di 4 ore (in quanto si ritiene che sia già a conoscenza dei contenuti del D. Lgs. 81/08 e dei principi base della sicurezza).

Per la formazione specifica occorrerà, invece, valutare attentamente la mansione svolta dal lavoratore e, in caso di dubbi, avviare il lavoratore alla formazione anche in considerazione che una  formazione ripetuta contribuisce sicuramente ad elevare la consapevolezza del rischio. Inoltre la possibilità di concedere l’esonero dalla formazione specifica da parte del dirigente scolastico potrebbe essere oggettivamente non priva di difficoltà di valutazione come  ad esempio nel caso di un docente che svolga la propria attività anche in  laboratori per i quali, anche se formato come  SPP, potrebbe non avere una formazione sufficiente sui rischi delle specifiche attrezzature esistenti  e sui principi della  BBS (Behavior-Based Safety ), utili per svolgere al meglio i compiti da preposto nei riguardi degli studenti.

Infine si richiama l’attenzione sulla considerazione che i pareri della Commissione  costituiscono - a norma  dell’Art 12 comma 3 - criteri interpretativi e direttivi per l’esercizio delle attività di vigilanza e quindi sono idonee ad evitare sanzioni in caso di controllo dell’organo di vigilanza ma non esonerano il datore di lavoro dalle proprie responsabilità in caso di danni a persone  la cui concausa possa essere ravvisata in una formazione incompleta del lavoratore.  Sarebbe  sempre quindi opportuno acquisire, in caso di esonero anche dalla formazione specifica,  il  parere  del proprio RSPP da inserire nel DVR.

di Gianluca Di Pietro




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