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Lazio e criminalità organizzata: risposta

Durante il question time alla Camera il sottosegretario Mantovano si è soffermato sulle misure per contrastare il radicamento della criminalità organizzata nella regione Lazio. Nell'area metropolitana della capitale si registrano le attività e talvolta la sinergia operativa di organizzazioni di tipo mafioso e transnazionale, specialmente per quanto riguarda il riciclaggio dei proventi illeciti, anche se non esiste un controllo sistematico del territorio da parte del crimine organizzato secondo il classico paradigma mafioso, ha affermato Mantovano. Le attività primarie vanno dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti all'usura, al mercato della contraffazione, al reimpiego dei capitali illeciti nei settori commerciali, immobiliari e finanziari. Mantovano ha sottolineato che è accertata la presenza di soggetti collegati alle principali matrici criminali di estrazione mafiosa quali la 'ndrangheta, la camorra e Cosa nostra; risultano tuttora operativi - oltre ad elementi residuali della cosiddetta banda della Magliana - appartenenti alla nota famiglia dei Casamonica. Inoltre sono state accertate contiguità tra esponenti della famiglia Giuliano di Forcella con circuiti riferibili alla criminalità e all'imprenditoria cinese. Segnalata poi l'operatività di cellule slavo-albanesi, rumene, nigeriane, sudamericane e magrebine, dedite principalmente al traffico di sostanze stupefacenti e alla gestione dell'immigrazione clandestina. Mantovano ha fatto notare che per tutte le presenze delle mafie nazionali, la capitale costituisce negli ultimi anni un retroterra strategico, finalizzato a meccanismi di mimetizzazione, funzionali a realizzare condotte di riciclaggio e, in alcuni casi, tentativi di infiltrazione nei pubblici appalti, così com'è emerso in alcune indagini sull'area portuale di Civitavecchia. Dopo aver fornito notizie anche sulle altre province del Lazio e dati su arresti e sequestri di beni, il sottosegretario ha ricordato che le forze di polizia hanno unito alla investigazione tesa alla disarticolazione dei sodalizi criminosi anche le indagini di natura patrimoniale, preventive e giudiziarie, tese all'aggressione dei patrimoni illecitamente costituiti. All'attività di prevenzione e di contrasto da parte delle forze di polizia per le dinamiche di infiltrazione della criminalità organizzata si affianca quella di controllo, svolta dai prefetti, su amministrazioni locali a rischio. Un particolare profilo di interesse è correlato alle collaborazioni, nell'azione di contrasto, tra le forze di polizia e le amministrazioni locali, specie a fronte della nuova dimensione della sicurezza integrata, che vede l'interazione degli sforzi in materia di pubblica sicurezza e di quelli in tema di sicurezza urbana. In merito è stato ricordato il «Patto per Roma sicura», sottoscritto nel luglio 2008 tra il prefetto, il sindaco di Roma, il presidente della provincia di Roma e il presidente della regione Lazio. Mantovano ha infine sottolineato che al 31 marzo 2009 vi sono 27.634 unità delle forze di polizia, suddivise tra Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Guardia di finanza. Il rapporto tra operatori e popolazione è pari a 1 su 201, dato superiore alla media nazionale, che si attesta su 1 su 266. La prospettiva operativa futura consiste non solo in un sempre più stretto circuito virtuoso che leghi le attività di controllo del territorio con le investigazioni, ma anche in un consolidamento qualitativo dell'intelligence sulla presenza criminale organizzata nella regione, con particolare riferimento alla dimensione economico-patrimoniale. Il Ministero dell'interno intende promuovere un sistema integrato di misure che potenzino l'interscambio informativo tra le forze di polizia e la sinergia con le realtà locali, per giungere ad una mappa aggiornata del rischio che descriva non solo le vulnerabilità degli assetti sociali, economici e finanziari, ma anche le influenze reali degli assetti criminali e delle condizioni di disagio e di degrado. Un particolare rilievo è dedicato alle persone offese, con il sostegno alle vittime del fenomeno usurario: Mantovano ha reso noto che si sta lavorando per un valido contributo non soltanto sulla base dell'opera delle prefetture ma anche per le collaborazioni istituzionali attuate con il supporto delle associazioni di categoria, del volontariato e degli istituti di credito, al fine di consolidare un'attività di prevenzione che non si limiti al campo penalistico ma raggiunga una profilo proattivo di efficienza globale.



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