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Legautonomie: Su finanza provinciale il d.l enti locali va migliorato

Data: 07 lug 2015

"Legautonomie ha voluto far propria l'iniziativa dei parlamentari PD della IX Commissione Trasporti della Camera che nel marzo scorso hanno voluto impegnare il Governo ad attribuire carattere prioritario alla ricerca e allo stanziamento di risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale italiana, al fine di aumentare la sicurezza nei trasporti e rilanciare un settore fondamentale per l'economia italiana. Per questo ha promosso un'iniziativa presso gli enti locali associati che sta raccogliendo numerose adesioni e lanciato un manifesto in cui i Sindaci chiedono un impegno al Governo. Un obiettivo che non potrà essere raggiunto senza il giusto coinvolgimento degli attori locali e senza una programmazione d'interventi attenta e commisurata alle esigenze dei vari territori". Lo dichiara il presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi, intervenendo a Palazzo Valentini all'iniziativa "La Buona Strada" organizzata dal gruppo Pd della Camera dei Deputati. "La competenza sulle strade provinciali è una delle funzioni “storiche” delle Province, riaffermata e consolidata dalla Legge 56/14, che ha posto la costruzione, gestione e regolazione delle strade provinciali tra le materie fondamentali dei nuovi enti di area vasta. Le Province - prosegue Filippeschi - gestiscono il 70% della rete viaria nazionale, e nel 2014 hanno speso oltre 1 miliardo 670 milioni di euro. Più di 900 milioni servono a garantire la gestione ordinaria, il resto, oltre 760 milioni, sono destinati ad investimenti per nuove strade o opere di viabilità. Il decreto Enti Locali contiene delle aperture verso le richieste degli enti locali che non vanno sottaciute e consentono di migliorare il sistema delle norme finanziarie che ne regoleranno le future attività. Ci sono tuttavia richieste non accolte. E' auspicabile che il Parlamento in sede di conversione del decreto introduca misure migliorative al testo, come l'ampliamento degli spazi finanziari del patto di stabilità e la possibilità di dare impulso agli investimenti locali; è inoltre carente sul versante della finanza provinciale, non risolve nessuno dei nodi posti dalle Province e dalla stessa Corte dei Conti, che ha evidenziato chiaramente tutta la criticità dello stato dei bilanci degli Enti di Area Vasta. Servono dunque - conclude il presidente di Legautonomie - norme “tampone” che nell’immediato scongiurino il dissesto “per legge” - quello che noi abbiamo definito “un dissesto indotto” - delle Province e delle Città metropolitane. Accanto a queste norme “ponte” di mera sopravvivenza, c’è bisogno di un intervento correttivo sulla manovra per il 2016 e 2017. Se il contributo richiesto a Province e Città metropolitane resterà quello previsto (2 miliardi e 3 miliardi) non ci sarà alcuna possibilità per nessuno degli enti di sopportare il taglio. A fallire non saranno però le Province in quanto tali, sarà la politica, che mostrerà di non avere la volontà di attuare una riforma, la Legge 56/14, varata appena 1 anno fa dal Parlamento con il voto pressoché unanime di tutto il Pd".



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