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Limiti al fondo del salario accessorio ed incentivi tecnici

Data: 03 apr 2019


(Deliberazione Sezione regionale di controllo per il Veneto n. 17/2019/PAR)

II Sindaco del Comune di Rovigo ha inoltrato alla Sezione Regionale di controllo del Veneto una richiesta di parere in ordine all’assoggettabilità o meno degli incentivi per funzioni tecniche di cui all’articolo 113 del d.lgs. n. 50 del 2016 ai limiti imposti al salario accessorio previsti dall’art.23, c. 2, del d.lgs. 75/2017, a seguito dell’intervenuto art.1, c. 526, della legge n. 205 del 2017 e della delibera della Sezione Autonomie n. 6 del 2018.

Come noto l'art. 23 comma 2 del Decreto Legislativo n. 75/2017 recante “Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”   dispone che “Nelle more di quanto previsto dal comma 1, al fine di assicurare la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del  merito,  la qualità dei servizi e garantire adeguati livelli  di  efficienza  ed economicità  dell'azione  amministrativa,  assicurando  al  contempo l’invarianza  della  spesa,  a  decorrere  dal   1°   gennaio   2017,l'ammontare  complessivo  delle  risorse  destinate  annualmente   al trattamento accessorio del personale, anche di livello  dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di  cui  all'articolo  1,comma 2, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165, non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno  2016.  A decorrere dalla predetta data l'articolo 1, comma 236, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 è abrogato. Per gli enti locali che non hanno potuto   destinare   nell'anno   2016  risorse  aggiuntive    alla contrattazione integrativa a causa del mancato rispetto del patto  di stabilità' interno del 2015, l'ammontare complessivo delle risorse di cui al  primo  periodo  del  presente  comma  non  può'  superare  il corrispondente importo determinato per l'anno 2015, ridotto in misura proporzionale alla riduzione  del  personale  in  servizio  nell'anno 2016.”

L'art 113 comma 5 bis del Codice dei contratti pubblici (D.lgvo 50/2016) così aggiunto  dall'art. 1 comma 526 della Legge n.205/2017 dispone che “…gli incentivi di cui al presente articolo fanno capo al medesimo capitolo di spesa previsto per i singoli lavori, servizi e forniture”
Il comune richiedente in ordine all’applicazione di dette disposizioni, formulava alla Sezione il seguente quesito: “..se la pronuncia n. 6/2018 della Sezione delle Autonomie  nell'interpretare in maniera univoca la portata dell'art. 113 comma 5 bis del Codice dei contratti pubblici apra una nuova questione di diritto intertemporale tra i contratti pubblici approvati od affidati prima o dopo il primo gennaio 2018, ai fini della sottoposizione ai limiti  e se veramente gli incentivi per funzioni tecniche sin dalla loro nascita non sono assoggettati ai limiti di spesa in concorso con il restante trattamento accessorio.”.

Il Collegio verificando in primis i requisiti di ammissibilità soggettiva ed oggettiva e rilevando la sussistenza di entrambi i presupposti si pronunciava nel merito preliminarmente evidenziando come pronuncia della Sezione Autonomie n. 6, richiamata dall’ente richiedente,  fosse ampiamente esaustiva nel dichiarare che gli incentivi per funzioni tecniche non sono soggetti al vincolo posto al complessivo trattamento economico accessorio dei dipendenti degli enti pubblici dall’art.23, c. 2, del d.lgs. n. 75 del 2017.
Infatti, il legislatore, con l’introduzione all’art. 113  d.lgs. n. 50 del 2016 dell’art.5 bis, ha voluto considerare la spesa per lavori, servizi e forniture in modo globale, ovvero comprensiva anche delle risorse finanziarie destinate agli incentivi tecnici i quali, previsti da una legge speciale,  esulano così dai vincoli di finanza pubblica cui sono sottoposti gli emolumenti accessori aventi fonte nei contratti collettivi.
In merito alle norme ratione temporis applicabili con riferimento alla nuova interpretazione emersa in materia di corresponsione di incentivi tecnici dal 2018, la Sezione del Veneto  si era  espressa con la delibera 264/2018/PAR (in data 25 luglio 2018), intervenendo su di un quesito interpretativo volto a conoscere la legittimità della liquidazione di somme accantonate prima della adozione dello specifico  Regolamento all’uopo previsto. In quel contesto i giudici contabili veneti avevano affermato come l’irretroattività del Regolamento “…non preclude …. la ripartizione delle risorse in precedenza accantonate e ciò rende legittimo l’accantonamento, in misura ovviamente conforme al limite normativo, nelle more dell’adozione di tale atto”.

Alla luce di detta lettura e in relazione al quesito formulato dal sindaco del Comune di Rovigo  la Sezione ragionevolmente afferma che gli incentivi di cui all'art. 113 comma 5 bis del Codice dei contratti pubblici esulano dalle regole degli emolumenti accessori avente fonti nei contratti collettivi di cui all'art. 23 comma 2 del Decreto Legislativo n. 75/2017. Con ciò, tuttavia, restando impregiudicati i limiti di contenimento della spesa ex lege previsti per predetti incentivi (limiti ai tetti di spesa del 2 % dell'importo posto a base di gara e 50% del trattamento economico complessivo per gli incentivi spettanti al singolo dipendente e corretta emanazione di norme di natura regolamentare).

Dott. Giampiero Pizziconi, Consigliere della Corte dei conti. Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato e Sezione regionale di controllo per il Veneto




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