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Manovra, tris di richieste dai sindaci

Data: 29 set 2015

Sblocco degli avanzi di amministrazione congelati dal patto di stabilità e quindi rilancio degli investimenti locali. Integrale compensazione (i sindaci chiedono 5 miliardi, si veda ItaliaOggi del 10/9/2015) ai comuni del gettito perso per via dell'abolizione della Tasi sulle prime case e dell'Imu sui terreni agricoli e sui beni imbullonati.
Alleggerimento dei tagli previsti nel 2016 sulle città metropolitane e sugli enti di area vasta. E costituzione di un comparto ad hoc per le aree metropolitane distinto dalle province. Sono queste le richieste imprescindibili poste dai comuni nel primo incontro con il presidente del consiglio Matteo Renzi in vista della legge di stabilità.
«Un confronto positivo» (così l'ha definito il numero uno dell'Anci, Piero Fassino) che rappresenta la base di partenza «politica» per le trattative sulla manovra di bilancio, mentre a livello tecnico continuano gli incontri per disegnare il sistema di compensazioni a favore dei sindaci.
Le soluzioni sul campo, al momento, sono due. Il ristoro potrebbe avvenire attraverso una quota di trasferimenti erariali oppure (si veda ItaliaOggi del 10/9/2015) restituendo ai comuni l'Imu sugli immobili di categoria D (3,928 miliardi di gettito) oggi riscossa dai sindaci ma incamerata in gran parte dallo stato (ai municipi va solo la quota superiore all'aliquota base del 7,6 per mille).
L'Anci non si fida dei trasferimenti che, si sa, oggi ci sono ma domani possono sempre essere oggetto di tagli lineari e per questo preferirebbe la strada dello scambio tra cespiti tributari.
Ma l'Imu sui capannoni, com'è noto, è altamente sperequata sul territorio nazionale, visto che non tutti i comuni presentano insediamenti industriali produttivi di gettito. A essere penalizzati sarebbero soprattutto i mini-enti e per evitare ulteriori spaccature tra i territori si renderebbe necessario un intervento perequativo dello stato.
Altro problema riguarda le annualità da prendere in considerazione come base di calcolo per effettuare le compensazioni. Escluso che possa essere il 2015 per mancanza di dati, l'ipotesi al momento più probabile è che vengano presi in considerazione i dati su base catastale Mef utilizzando l'aliquota standard. Rispetto alla soluzione alternativa che invece prevede di utilizzare l'aliquota media applicata dal singolo comune negli ultimi due anni, la prima eviterebbe di premiare con un ristoro più alto le amministrazioni che hanno maggiormente premuto sulla leva fiscale negli ultimi anni, applicando l'aliquota massima di Imu e Tasi.



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