Migrantes-Caritas: XXV Rapporto Immigrazione 2015

Data: 12 lug 2016

Il 5 luglio è stato presentato a Roma il 25° Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, "La cultura dell'incontro". Leggi la sintesi del Rapporto Sono intervenuti: S.E. Mons. Nunzio Galantino (Segretario Generale Conferenza Episcopale Italiana - leggi l'intervento), mons. Gian Carlo Perego (Direttore Generale Fondazione Migrantes - leggi l'intervento), dott. Oliviero Forti (Ufficio Immigrazione Caritas Italiana), prof.ssa Elena Besozzi (Docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università Cattolica Sacro Cuore di Milano), prof. Enzo Pace (Docente di Sociologia della religione, Università di Padova), S.E. Mons. Guerino di Tora (Presidente Fondazione Migrantes - leggi l'intervento) e don Francesco Soddu (Direttore Caritas Italiana - leggi l'intervento). Nella stessa giornata, Papa Francesco ha ribadito che "La pace in Siria è possibile", In un video-messaggio a sostegno della campagna di Caritas Internationalis, (vedi dettagli Campagna) cui aderiscono 165 Caritas nazionali, ha lanciato un appello alla comunità internazionale perché si moltiplichino gli sforzi per raggiungere la pace in Siria, ad oltre 5 anni dall'inizio del conflitto che ha provocato centinaia di migliaia di morti, quasi 5 milioni di rifugiati e 7/8 milioni di sfollati interni. (comunicato Caritas) Comunicato stampa congiunto Caritas Migrantes.pdf Rapporto Immigraz. e sintesi interventi.pdf ANCI: Politiche attive di integrazione che supportino gli immigrati nel processo di inserimento sociale senza rinunciare alla loro identità e cultura, gestione del fenomeno migratorio investendo sulla territorialità e, in particolare sull’emergenza profughi, riconoscimento ai Comuni di un ruolo maggiore rispetto a quello attuale. Questi i punti focali dell’intervento del presidente dell’Anci, Fassino. “In Italia – ha detto Fassino - c’è un modello di gestione del fenomeno migratorio che si caratterizza per una specificità particolarmente interessante, vale a dire secondo un ‘approccio diffuso’. Guardando la distribuzione dei cittadini stranieri che risiedono nel nostro Paese – ha aggiunto - una quota è concentrata nelle città ma una molto significativa, più della maggioranza, è distribuita nell’intero Paese. Va da sé che non c’è Comune italiano che non veda la presenza di cittadini stranieri”. “E’ evidente – ha sottolineato - che la possibilità di praticare politiche di integrazione dipende molto dalla dimensione del fenomeno e dalla dimensione della comunità in cui questo fenomeno si manifesta e nelle piccole comunità la capacità e la possibilità di interrelazione è più alta rispetto alle altre conurbazioni urbane”. Un modello che per il presidente dell’Associazione dei Comuni “dovrebbe essere applicato con più determinazione anche nella gestione dell’emergenza profughi” così da governare il fenomeno per dimensioni quantitative più moderate poiché diffuse su tutto il territorio e perché “nelle piccole realtà il controllo sociale è di fatto più efficace”. Per Fassino, quindi, il fenomeno migratorio deve essere gestito puntando sempre di più sulla territorialità, il che porta naturalmente a “dover considerare centrali i Comuni che sono, anche grazie al rapporto sinergico con la rete di sussidiarietà sociale, i primi gestori delle politiche di integrazione e di accoglienza profughi”. In particolare, sull’emergenza profughi “bisogna riconoscere ai Comuni un ruolo maggiore rispetto a quello riconosciuto oggi. Con l’incalzare dell’emergenza – spiega – il governo ha attivato un canale di prima accoglienza prefettizio che non può però diventare strutturale. In tal senso – ha concluso - credo che si debba andare verso la riduzione di questo canale straordinario, puntando su quello di accoglienza strutturale dei Comuni attraverso il sistema Sprarr che accompagna l’immigrato costruendo insieme percorsi di relazione e integrazione”. (anci.it)



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