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Minoranze etniche e mercato del lavoro

Un gruppo di esperti ad alto livello ha presentato alla Commissione europea otto raccomandazioni politiche sull'integrazione sociale e lavorativa delle minoranze etniche: • fare dell'integrazione dei membri delle minoranze etniche nella società, e in particolare nel mercato del lavoro, una priorità politica; • tenere conto sistematicamente e a tutti i livelli delle questioni relative alle pari opportunità e all'uguaglianza uomo-donna; • individuare e cercare di rimuovere gli ostacoli specifici all'integrazione sociale delle minoranze etniche; • realizzare una politica sostenibile e a lungo termine per promuovere mercati del lavoro inclusivi, secondo un approccio mirato ma non basato sulla differenziazione etnica; • coinvolgere tutti gli attori interessati, valorizzando il contributo offerto alla società dai membri delle minoranze etniche; • stanziare le risorse necessarie; • favorire l'apprendimento reciproco mettendo in evidenza le buone pratiche, sviluppando le conoscenze e rafforzando gli strumenti di analisi; • concentrare l'attenzione sull'attuazione di politiche volte a migliorare la situazione dei rom sotto quattro profili: istruzione, occupazione, casa e salute. Il gruppo di esperti, presieduto dall'ex presidente del Bundestag tedesco Rita Süssmuth e composto da dieci membri (rappresentanti di organizzazioni internazionali, di organizzazioni non governative e di organismi attivi nel campo delle pari opportunità, giornalisti, politici), ha individuato 14 grandi ostacoli all'integrazione delle minoranze etniche nel mercato del lavoro: mancanza di qualifiche, mancato riconoscimento delle qualifiche da parte degli Stati membri dell'UE, mancato accesso all'istruzione e alla formazione, ostacoli burocratici, disincentivi derivanti dai sistemi di previdenza e assistenza sociale e – cosa più importante - stereotipi, pregiudizi e discriminazioni. Senza un intervento concreto, questi ostacoli tendono a dar vita a circoli viziosi che si rafforzano di generazione in generazione. Secondo il gruppo di esperti, soltanto politiche in grado di unire un approccio pragmatico ad un'attenzione per i valori sanciti dai diritti umani possono offrire soluzioni sostenibili, che affrontino allo stesso tempo le questioni della non discriminazione, delle pari opportunità e della gestione della diversità. Alcuni esempi di buone pratiche sviluppate negli Stati membri illustrano le possibilità di azione. Programmi mirati finanziati dal Fondo sociale europeo come ACCEDER in Spagna sono riusciti ad accrescere l'occupabilità e il tasso di occupazione dei rom. La polizia di Londra applica un sistema che permette, a parità di titoli, di selezionare candidati appartenenti a minoranze etniche. Svezia e Paesi Bassi riconoscono le qualifiche acquisite al di fuori dei sistemi nazionali. Particolarmente efficaci sono le strategie a favore della diversità adottate dalle imprese per quanto concerne l'assunzione e lo sviluppo professionale del personale e la politica nei confronti dei fornitori. Un'altra possibilità è quella di promuovere il lavoro autonomo, attraverso piccole imprese costituite dagli stessi appartenenti alle minoranze etniche e finanziate attraverso il microcredito.



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