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Moto e sicurezza stradale

Durante il question time alla Camera è stato nuovamente affrontato il tema della sicurezza stradale, in particolare per ciò che riguarda i motociclisti. Interpellato da Romano (FI) circa le iniziative dell’Esecutivo in merito, il sottosegretario Gentile ha ricordato che a marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento intitolato «Atto di indirizzo per il Governo della sicurezza stradale», quale strumento pianificatorio per il contenimento generale del fenomeno. In particolare, per quanto riguarda la mobilità motociclistica, nel documento è prevista una misura specifica che prevede un impegno deciso a migliorare la sicurezza dei conducenti dei veicoli a due ruote a motore, con il contributo dei principali soggetti pubblici e privati a vario titolo coinvolti nella problematica. Nel concreto, nell'ultimo incontro della consulta nazionale per la sicurezza stradale, si è attivato un apposito tavolo tecnico con i rappresentanti delle amministrazioni regionali e locali per predisporre un idoneo e condiviso piano di azione. Le principali linee di intervento sulle quali il gruppo di studio lavorerà e presenterà le proposte sono le seguenti: in primo luogo, indagini dirette e rilevazioni relative alla mobilità su due ruote a motore e ai fattori di rischio da parte di organismi specializzati; in secondo luogo, studi sulle principali cause di rischio; in terzo luogo, il monitoraggio degli interventi e dell'evoluzione della sicurezza; in quarto luogo, la definizione e il progressivo affinamento di una strategia specifica di messa in sicurezza della mobilità su due ruote a motore; in quinto luogo, la promozione di processi di alta formazione per rafforzare i motori di analisi e studio; in sesto luogo, l'elaborazione di proposte di modifica del codice della strada specifiche per la sicurezza dei motociclisti e ciclomotoristi. Insoddisfatto Romani, secondo cui in realtà non ci sarebbe stato nessun provvedimento “concreto, tangibile, immediato, efficace per potere fermare questa mattanza, ma sono stati enunciati soltanto parole e propositi nemmeno buoni”. Per il deputato i dati degli incidenti sono attribuibili alla mancanza di controlli “che questo Stato dovrebbe effettuare, in maniera sempre più cogente nei confronti di chi viola il codice della strada”.



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