Indietro

Niente trattamento da abitazione principale per gli immobili con bassi consumi elettrici

Data: 30 ott 2018


La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 7 giugno 2018, n. 12793, sancisce che l’esiguità dei consumi elettrici costituisce elemento presuntivo sufficiente a disconoscere le agevolazioni e le esenzioni legate alla classificazione dell’immobile quale abitazione principale del contribuente. La residenza anagrafica, avente valore presuntivo rispetto alla residenza effettiva, può essere superata da prova contraria.


L’esiguità dei consumi elettrici è un elemento presuntivo sufficiente a negare che il fabbricato sia adibito ad abitazione principale e, quindi, a disconoscere la relativa agevolazione ai fini dell’imposta comunale sugli immobili.
L’ha affermato la Corte di Cassazione, con l’ordinanza 7 giugno 2018, n. 14793, negando che, ai fini Ici, basti l’elezione della residenza anagrafica presso l’immobile oggetto di controversia. 

Secondo la Suprema Corte “In tema di Ici, ai fini del riconoscimento dell’agevolazione prevista dall’art. 8 del D. Lgs. n. 504 del 1992 per l’immobile adibito ad abitazione principale, le risultanze anagrafiche rivestono un valore presuntivo circa il luogo di residenza effettiva e possono essere superate da prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento e suscettibile di apprezzamento riservato alla valutazione del giudice di merito.” (vedesi pure Cass. ordinanza 17 aprile 2018, n. 9429, emessa per un ricorso avverso una sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio).

Secondo la giurisprudenza costante della Corte (Cass. ord. n. 12299/17) l’apprezzamento delle prove contrarie alle risultanze anagrafiche è demandata al giudice di merito e sottratta al controllo di legittimità, ove adeguatamente motivata.
In materia di ICI, il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 8, comma 2, dispone che “per abitazione principale s’intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente”, non è indissolubilmente legata alla residenza anagrafica, e ciò è ribadito dalla modifica normativa apportata dalla L. n. 296/2006, art. 1, comma 173, che recita “… all’art. 8, comma 2, dopo le parole: “adibita ad abitazione principale del soggetto passivo” sono inserite le seguenti: “intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica”. La citata legge finanziaria del 2007 si limita ad introdurre una presunzione relativa, non superando il concetto di abitazione principale fondato sul criterio della dimora abituale.

Dal 2007, l’abitazione principale ai fini Ici è, di norma, quella di residenza anagrafica, salvo la prova contraria.
Nel caso dell’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione ha ritenuto sufficiente motivato l’accertamento che negava l’esenzione quale abitazione principale sulla base dei bassi consumi elettrici nel triennio, superando la presunzione di residenza effettiva, fondata sulle risultanze anagrafiche, in quanto, elemento sintomatico di una presenza nell’abitazione oggetto d’imposizione non abituale.
Si tratta di una pronuncia che riguarda l’Ici e giova ricordare che i presupposti per l’abitazione principale ai fini Imu e Tasi sono diversi, essendo richiesto il doppio requisito della dimora e della residenza.

Ai fini Ici, il contribuente poteva vantare il diritto ad usufruire delle agevolazioni per l’abitazione principale fornendo la dimostrazione di dimorare in immobile diverso da quello in cui aveva posto la residenza, mentre nella disciplina Imu e Tasi dimostrare di avere la dimora in luogo diverso da quello di residenza rende imponibili entrambi gli immobili.
I principi contenuti nell’ordinanza della Corte di Cassazione in esame, esposti in materia di Ici, possono, però, essere applicati anche per l’Imu e la Tasi.
La dimostrazione dell’assenza del requisito della dimora, basato sui bassi consumi elettrici, nega la classificazione di abitazione principale al fabbricato e l’applicabilità della relativa esenzione.

Luciano Catania




Nessun commento. Vuoi essere il primo.