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Nuovo Statuto dei lavoratori: risposta ad interrogazione

Durante il question time alla Camera, il Ministro Sacconi ha riposto all’interrogazione Moffa e Lo Presti (FLI) sull'attuale “stato dell'arte” della riforma del mercato del lavoro ricordando che ad agosto è stato approvato il piano triennale per il lavoro. Il piano segnala l'esigenza di uno statuto dei lavori utile a sostituire il tradizionale statuto dei lavoratori, ma soprattutto a raggiungere tre obiettivi. Innanzitutto, quello di un testo unico che riunisca razionalmente, integrando opportunamente, cambiando ove necessario le mille leggi, circa, e le quindicimila disposizioni, circa, in materia di lavoro, a quarant'anni dallo statuto dei diritti dei lavoratori, che fu opportunamente definito nel tempo in cui fu approvato dallo stesso Parlamento. A fianco dell'esigenza di creare un testo unico, lo statuto dei lavori vuole raggiungere l'obiettivo di ampliare le tutele anche a quelle forme di lavoro indipendente, come le collaborazioni coordinate e continuative, che però risultano dipendenti socio-economicamente, perché magari fondate su una sola - o in larga parte prevalente - committenza. Infine, l'obiettivo dello statuto dei lavori è quello di consentire un maggiore ruolo alle parti sociali, perché una parte della disciplina, quella non attinente ai diritti fondamentali e che riguarda le tutele, potrebbe essere derogata dalle parti sociali attraverso accordi. Annunciata infine la volontà del Governo di presentare, nei prossimi giorni, un disegno di legge delega dedicato, appunto, allo statuto dei lavori.



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