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OCSE: Health at a glance

Data: 09 dic 2014

Nei paesi europei sono stati registrati importanti progressi per quanto concerne la salute della popolazione, ma permangono forti diseguaglianze nello stato di salute tra un paese e l'altro e all'interno dei singoli paesi. Dal 1990 la speranza di vita alla nascita negli Stati membri dell'Unione europea (UE) è aumentata in media di oltre cinque anni, anche se resta di circa otto anni la differenza tra i paesi dove la speranza di vita è più alta e quelli in cui è più bassa. All'interno dei paesi continuano inoltre a persistere notevoli diseguaglianze tra le diverse categorie socioeconomiche della popolazione: le persone con livelli di istruzione e di reddito più elevati godono di condizioni di salute migliori e vivono diversi anni in più rispetto alle persone più svantaggiate. Queste disparità sono collegate a una serie di fattori, alcuni dei quali non riconducibili ai sistemi di assistenza sanitaria, come ambiente di vita, comportamenti e stili di vita individuali, e alle differenze in termini di accesso e qualità dell'assistenza sanitaria. "Health at a Glance: Europe 2014" (Uno sguardo alla sanità: Europa 2014) presenta i dati più aggiornati su stato di salute, fattori di rischio per la salute e accesso a cure di qualità relativi ai tutti gli Stati membri dell'UE, ai paesi candidati (Albania esclusa, vista la limitata disponibilità di dati) e ai paesi membri dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA). Alcuni risultati: • Tra il 1990 e il 2012 la speranza di vita alla nascita negli Stati membri dell'UE è cresciuta di oltre cinque anni, raggiungendo i 79,2 anni. Dal 1990, però, non si riduce il divario tra i livelli di aspettativa di vita più elevati (Spagna, Francia e Italia) e quelli più bassi (Lituania, Lettonia, Bulgaria e Romania). Gli uomini e le donne con un grado di istruzione elevato hanno maggiori probabilità di vivere diversi anni in più e in condizioni di salute migliori. Ad esempio, in alcuni paesi dell'Europa centrale e orientale gli uomini di 65 anni con un elevato livello di istruzione possono sperare di vivere dai quattro ai sette anni più a lungo rispetto ai loro coetanei con un basso livello di istruzione. • Tra il 2009 e il 2012 la spesa sanitaria reale (al netto dell'inflazione) è diminuita in metà dei paesi dell'UE e ha subito un considerevole rallentamento negli altri. La spesa sanitaria si è ridotta, in media, dello 0,6% l'anno, contro una crescita annua del 4,7% tra il 2000 e il 2009. La contrazione è stata determinata da tagli del personale e delle retribuzioni, da una riduzione degli onorari riconosciuti ai prestatori di servizi sanitari, da una riduzione del prezzo dei medicinali e da un aumento della compartecipazione dei pazienti alla spesa. La spesa sanitaria, nonostante un modesto ritmo di crescita registrato nel 2012 in alcuni paesi, ha continuato a diminuire in Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, così come nella Repubblica ceca e in Ungheria. • Per garantire un accesso effettivo all'assistenza sanitaria occorre che il numero, il mix e la distribuzione dei prestatori di assistenza sanitaria siano adeguati. In quasi tutti i paesi europei il numero dei medici e degli infermieri pro capite ha continuato ad aumentare, sebbene sussistano preoccupazioni circa la carenza di determinate categorie di medici, come i medici generici nelle regioni rurali e remote. • In media nei paesi dell'UE il numero dei medici pro capite è passato da 2,9 medici ogni 1.000 abitanti nel 2000 a 3,4 nel 2012. In tutti i paesi la densità dei medici è maggiore nelle aree urbane. Molti paesi europei offrono incentivi finanziari per attrarre e far restare i medici nelle zone scarsamente servite. • In molti paesi europei la lunghezza dei tempi di attesa per l'accesso ai servizi sanitari costituisce un problema politico importante. I tempi di attesa per gli interventi chirurgici di elezione variano notevolmente.



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