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OCSE: International Migration outlook

Data: 09 dic 2014

Secondo i dati del 2014 International Migration Outlook dell’OCSE i flussi migratori permanenti verso i Paesi dell’area dell’OCSE hanno segnato un inizio di ripresa. Rispetto al 2012 il numero di immigrati permanenti é leggermente cresciuto dell’1,1% fino a raggiungere la cifra di 4 milioni. Questo lieve aumento é conseguenza delle diverse situazioni nei maggiori Paesi di immigrazione. La migrazione verso la Germania ha registrato un aumento a due cifre, il suo quarto aumento annuo consecutivo. Molti dei principali Paesi d’immigrazione, invece, hanno registrato una diminuzione dei flussi di migrazione, in particolare Stati Uniti, Italia, Portogallo e Spagna. La migrazione netta è ancora molto inferiore ai livelli pre-crisi, ma mantiene valori positivi nella maggior parte dei Paesi dell’OCSE. Eccezioni degne di nota sono il Messico, l’Islanda e l’Irlanda. L’integrazione degli immigrati e delle loro famiglie é stata uno degli obiettivi prioritari dei governi in molti Paesi dell’OCSE negli ultimi quindici anni almeno. Forse la sfida più importante è quella di sfruttare a pieno il potenziale delle competenze degli immigrati. Alcune strategie nelle politiche d’integrazione possono contribuire a far sì che tale potenziale si realizzi: • Accrescere la disponibilità delle informazioni sulle qualifiche straniere e migliorare il loro riconoscimento. • Assicurare l’accesso degli immigrati a politiche attive del mercato del lavoro e far sí che ne traggano tutti I benefici; • Migliorare i contatti tra gli immigrati e i datori di lavoro; • Permettere ai figli degli immigrati di frequentare la scuola materna e fornire loro un'assistenza di qualità; • Fornire una formazione linguistica adeguata alle competenze degli immigrati. Benché la disoccupazione continui ad essere elevata nei Paesi dell’OCSE, la migrazione ha ancora un ruolo da svolgere per soddisfare i fabbisogni del mercato del lavoro e per contribuire alla crescita economica. Sebbene il ruolo della migrazione sia molto diverso a seconda dei Paesi, si riscontra un’ambizione condivisa volta a creare le condizioni per una “migliore” migrazione per motivi di lavoro, specie in un contesto di attento controllo pubblico. Una gamma molto ampia di strumenti può essere utilizzata per assicurare che la migrazione per lavoro consegua i suoi obiettivi programmatici. Tali strumenti possono spaziare dalle quote fisse per il numero di ingressi ad una selezione basata su un “punteggio” dei potenziali immigrati, ma ce ne potrebbero essere molti altri. Nell’attuazione di tali strumenti è importante la flessibilità per assicurare un sistema di gestione dinamico e reattivo. Un insieme di strategie governative può aiutare la migrazione per motivi di lavoro a svolgere un ruolo migliore per rispondere alle attuali e future esigenze di competenze:



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