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OCSE: Migration outlook

Data: 20 set 2016

L’International Migration Outlook 2016 sottolinea che occorre un’azione sistematica e coordinata che affronti le problmatiche e sviluppi le molte opportunità che la migrazione offre alle società e alle economie dei paesi accoglienti. Leggi tutto ANCI: La questione immigrazione “non può riguardare solo i non molti Comuni che se ne occupano al limite delle proprie capacità. Il governo deve provvedere a una nuova e efficace politica di integrazione, pianificata e dotata dei mezzi finanziari adeguati per far uscire da una condizione di provvisorietà le migliaia di profughi che stazionano nella nostra città come in altre parti del Paese”. E’ quanto scrive il sindaco di Milano Giuseppe Sala in una lettera inviata al governo e pubblicata su Repubblica.it. Per Sala, “l'immigrazione non è un cerino da passare di mano in mano. È una questione gigantesca che chiede un radicale cambio di passo a livello nazionale”, altrimenti “finiranno per prevalere egoismi e paure, che porteranno altri milioni di voti ai populisti di ogni genere”. “Se l'Europa latita di fronte a questa immane tragedia, e si sta rivelando più un ostacolo che un sostegno, l'Italia sta faticosamente facendo la sua parte”, rileva Sala, che esorta il Paese a passare “dall'affrontare una continua emergenza a una consapevole gestione del fenomeno”. “L'accoglienza è un dovere”, ma il governo deve operare affinché "non continui a pesare come un macigno sempre più pesante sulle spalle della città”. “Serve un vero e proprio piano nazionale che stabilisca un'equa distribuzione sul territorio dei profughi, che non può che iniziare da quote regionali”, scrive Sala, secondo cui “il governo deve valutare se dare vita ad un unico soggetto che si occupi di immigrazione e accoglienza mettendo insieme i diversi tasselli del mosaico: il sistema Sprar, il rapporto con i Comuni, la circolazione di buone pratiche, l'uso di caserme”. L'obiettivo è arrivare a un “reale sistema di integrazione”, perché “l'accoglienza non basta più quando i profughi stanno nei nostri centri mesi e mesi. Si tratta - sottolinea Sala – di proporre un nuovo patto a chi arriva: noi faremo tutto quello che serve a darvi una mano, voi mostratevi disponibili da subito ad aiutarci dove serve, mettendovi a disposizione di programmi per conoscere le nostre leggi e la nostra lingua. Senza la vostra buona volontà non potremo garantirvi granché”. (ancit.it)



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