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Pari Opportunità: campagna END FGM

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra 25 novembre, Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, e Emma Bonino, vice presidente del Senato, hanno firmato, nella sala stampa di Palazzo Chigi, i primi due petali di rosa della campagna END FGM, sottolineando così l'impegno italiano per promuovere l'abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili in Italia, in Europa e nel mondo. END FGM è una campagna europea promossa da Amnesty International Irlanda e realizzata in collaborazione con organizzazioni non governative di 13 paesi dell'Unione Europea. La campagna punta a raccogliere 8 mila firme al giorno, tante quante sono le bambine che, in media, rischiano di subire mutilazioni dei genitali femminili nel mondo, pari a 3 milioni l'anno, e vuole chiamare la Commissione e il Parlamento europeo a definire una strategia complessiva in materia. La campagna è condotta da AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo, e Amnesty International Sezione Italiana nei 16 giorni di mobilitazione sulla violenza contro le donne promossi dall’ONU, tra il 25 novembre e il 10 dicembre 2010, Giornata internazionale dei diritti umani. Sono 130 milioni nel mondo le donne che hanno subito MGF. Tale pratica tradizionale, diffusa in 28 paesi dell’Africa Sub-Sahariana e in alcuni paesi asiatici e del Medio Oriente, riguarda anche all’incirca 500 mila donne e ragazze oggi residenti in Europa. Si stima che siano 180 mila le bambine residenti in Europa che rischiano di subire la pratica. La richiesta di un impegno organico e coerente delle Istituzioni Europee, finalizzato all’adozione di una direttiva europea sulle mutilazioni dei genitali femminili, si articola in 5 aree prioritarie: raccolta dati a livello europeo per mappare l’incidenza del fenomeno e misurare i progressi verso l’abbandono della pratica; inserimento della prevenzione delle MGF nelle politiche europee di prevenzione della violenza sulle donne; adeguata assistenza sanitaria e psico-sociale per le donne che hanno subito MGF, con un orientamento alla prevenzione per le bambine di origine africana residenti in Europa; adeguata protezione per le donne che si vogliono sottrarre o vogliono sottrarre le proprie figlie alle MGF nelle politiche europee sul diritto d’asilo attualmente in discussione; inserimento della prevenzione delle MGF nelle iniziative di cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea in Africa. La raccolta firme sarà realizzata attraverso il sito web www.endfgm.eu. La campagna coinvolgerà anche personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, rappresentati delle istituzioni, attiviste erappresentanti della società civile e delle organizzazioni di migranti africane in Italia.



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