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Pari opportunità: donne e pubblicità

Un Protocollo d'intesa per rendere più efficace la collaborazione nel controllo e nel ritiro di pubblicità offensive e volgari. E' stato firmato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tra il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, e l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. Obiettivo dell’accordo, ha detto il ministro Carfagna, è contrastare e inibire l’utilizzo, nella pubblicità, di immagini volgari, offensive, lesive della dignità femminile. Se da un lato non si può immaginare una censura, che è contraria alla nostra Costituzione, non si può non rispondere all’esigenza di intervenire velocemente quando c’è un messaggio palesemente volgare ed offensivo. Grazie all’intesa, ha proseguito Carfagna, verrà formato un Comitato paritetico formato da esperti del Dipartimento ed esperti dello Iap. Il Comitato, motu proprio o dietro segnalazione di associazioni o singoli cittadini, potrà chiedere il ritiro immediato della pubblicità offensiva o volgare. Anche le pubblicità già affisse o presenti nei palinsesti tv saranno oscurate: con ciò si cerca di ottenere un effetto deterrente, visti gli investimenti che satnno dietro alle pubblicità. La pubblicità è uno strumento che ha un fortissimo impatto sulla società civile, ha ricordato il presidente dello Iap Floridia, e la qualità giova anche ai messaggi migliori. Quando il giurì censura una pubblicità perché in contrasto con il codice di autodisciplina, i media rifiutano la pubblicità stessa; ciò ha un effetto inibitorio che tutela i consumatori ed interviene prima dell’eventuale sanzione pecuniaria, successiva. Ciò che interessa in questo caso, ha precisato Floridia, non è che la pubblicità non sia ingannevole, aspetto di cui si occupa l’Autorità garante della concorrenza e mercato, ma che rispetti la donna e non comporti un avvilimento della sua immagine. Nei giorni scorsi, il Ministro per le Pari Opportunità aveva segnalato all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (Iap) la pubblicità diffusa per la presentazione del Calendario 2011 del “Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale”. All’Istituto, il ministro ha chiesto di verificare se vi fossero, nelle immagini e nei testi, violazioni del codice di autodisciplina pubblicitaria.



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