Indietro

Pensioni e pari opportunità: risposta interrogazioni

Nel question time alla Camera il Ministro Sacconi ha risposto a due interrogazioni sulla di IDV e UdC sulla parificazione dell'età pensionabile maschile e femminile, ribadendo che obiettivo del Governo è consentire quanto più possibile la conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di non lavoro, soprattutto di famiglia, a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, ma consapevoli che evidentemente la condizione più difficile è quasi sempre quella della donna. Proprio per il persistere di una condizione di difficoltà della donna nel mercato del lavoro, che si esprime, per esempio, non riuscendo ad accumulare percorsi continui di lavoro, e quindi percorsi contributivi corrispondenti, il Godevano intende continuare a mantenere nel settore privato una differenza fra l'età di pensione delle donne e quella degli uomini. Oltre al progetto del Ministro Carfagna di sviluppare soprattutto i nidi familiari anche attraverso la modalità di remunerazione con i buoni prepagati, nei prossimi giorni sarà inoltre prodotto un rapporto sulla non autosufficienza e sui servizi ad essa relativi, legati soprattutto alla razionalizzazione delle strutture ospedaliere. Per quanto riguarda i benefici previdenziali, Sacconi ha ricordato che l’Italia ha una disciplina di favore per la maternità maggiore della gran parte dei Paesi industrializzati, in particolare per ciò che riguarda il tempo di non lavoro con contributi figurativi per la lavoratrice in attesa di maternità e poi nella fase successiva. Il Ministro si è detto d’accordo sulla necessità di ipotizzare “un qualcosa di più”, che può e deve essere considerato alla luce delle condizioni di finanza pubblica. Sacconi ha ancor ricordato che è stato convocato un tavolo con le parti sociali per proporre di modulare gli orari di lavoro in funzione della conciliazione. Per quanto riguarda i servizi di cura, sono già state in parte veicolate su questo fondo le risorse derivanti da questo innalzamento dell'età di pensione delle donne nel pubblico impiego, ma l'intenzione è, in particolare, quella di diffondere, con un effetto anche significativo nel breve termine, i nidi familiari, quelli che nella buona esperienza della provincia di Bolzano si chiamano Tagesmutter, perché questi, ragionevolmente, possono determinare un incremento drastico dei servizi di cura, oltre a quelli, strutturati, pubblici e privati, che, ovviamente, devono essere ulteriormente incrementati, ha concluso il Ministro. Nelle replica Formisano (IdV) ha ribadito che l'Europa chiede non tanto, e non soltanto, di aumentare l'età pensionabile delle donne, ma sostanzialmente di realizzare un trattamento identico tra lavoratori e lavoratrici, atteso che in Italia non c'è parificazione di condizioni lavorative, soprattutto in relazione alla remunerazione. Casini (UdC), condividendo i buoni propositi espressi, ha esortato il Ministro a passare all’azione, utilizzando il tema della grande riforma sulla previdenza per affrontare la grande questione della famiglia.



Nessun commento. Vuoi essere il primo.