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Per avere il controllo pubblico non basta la sola maggioranza di soci pubblici nel CdA

Con la sentenza n. 16/2019 delle Sezioni Riunite del 22 maggio 2019, la Corte dei Conti, ha annullato le deliberazioni di una Sezione regionale che aveva imposto agli enti locali la riduzione del numero dei componenti il Cda di una società partecipata, ritenendola in controllo pubblico. La Sezioni Riunite hanno invece rappresentato che, per poter definire una società a controllo pubblico, ed applicare le disposizioni restrittive previste dal D.lgs. 175/2017, Testo unico delle società partecipate, non è sufficiente che i soci pubblici abbiano la maggioranza dei voti in assemblea ed in consiglio di amministrazione, ma va fatta una verifica sui poteri che le norme statutarie ed i patti parasociali attribuiscono, effettivamente, ai soci pubblici.

Per saperne di più andare sul sito anci.it e qui la sentenza

 




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